
venerdì 24 luglio 2009
giovedì 23 luglio 2009
venerdì 17 luglio 2009
giovedì 9 luglio 2009
Da Fede...
Ciao!Eccomi qua a scrivere come "unica superstite" tra i volontari di Cucuta...Eh si, tra un rientro e l'altro, sono arrivata qui che eravamo una decina in casa e ora siamo in 3...come cambiano le cose!Sono già circa a metà esperienza e comincio ad orientarmi bene qui, sembra strano ma alla fine ci vuole un sacco di tempo per capire bene bene come funzionano le cose!!In questi due mesi ho avuto la fortuna di fare un sacco di cose diverse, e questo mi sta permettendo davvero di iniziare a capire un po' di più di questa terra di contrasti, di cose assurde, ma anche di affetto, di calore, di disponibilità.Il primo mese l'ho passato conoscendo le ludiche, i bambini ma anche i loro barrios, le persone che ci vivono e le compagne di lavoro, con cui oggi riusciamo un po' a condividere difficoltà, progetti, storie...Il confronto con loro è qualcosa che mi sta arricchendo moltissimo, mi sento davvero come se stessi a poco a poco aprendo gli occhi, tentando di mettermi nelle loro scarpe e vedendo quante visioni diverse della vita esistono!A volte non è facile il lavoro, un po' per il caldo, un po' perchè i bambini sanno essere davvero terribili, un po' perchè anch'io ho le mie giornate no...Però si va avanti, con la testa dura che sempre mi caratterizza...E guardando un po' a questa metà esperienza sono felice, sono col sorriso, sento che alla fine dei conti già mi ha dato moltissimo questa terra, questa città,questa gente.Durante le vacanze scolastiche la ludica è stata sospesa, e così ho avuto la fortuna (!!!) di vedere anche il Nido del Gufo a Bogotà, di conoscere i ragazzi che ci lavorano, e di mettermi in gioco un po' anche li con le varie attività. Ho passato una mattinata anche a Laureles, in quel progetto ancora "in fasce" che è il Nido 2, vedendo come già si inizia a poco a poco a lavorare, quasi dal nulla, con fatica e con le risorse minime, ma con tanta voglia di lavorarci, di crescere, di far nascere anche li un'"oasi" in un barrio un po'...beh diciamo disastrato!Grazie ai ragazzi bogotani-ciudadanos che hanno accolto noi "campesine" facendoci sentire sempre a casa e dandomi l'opportunità di aggiungere un altro pezzetto alle mie conoscenze sulla Colombia!Tornata a Cucuta, ho passato una settimana al Centro Migraciones, dove vengono accolti desplazados e migranti, in una struttura che offre loro cibo e alloggio temporaneo. Ancora mi fa strano pensare che per le persone di qua "desplazado" e "secuestrado" sono parole di uso quotidiano, di normale amministrazione, come se la migrazione forzata o il fatto che arrivi qualcuno e rapisca una persona fossero "cose che capitano"!!A questo credo che non mi abituerò mai, per me rimangono sempre cose terribili!!!Da lunedì, invece, abbiamo ricominciato con la ludica, un po'alla volta stanno ricominciando a venire i bambini, e da quando sono qui vedo che a poco a poco le ludiche si rendono indipendenti, le persone che ci lavorano cominciano un po' a gestirsi, a prendere (qualche volta!!) alcune iniziative...piccoli passi di sviluppo anche questi!In fondo credo che il mio lavoro e quello di tutti i volontari sia quello di fare in modo che, un giorno, non ci sia più bisogno di noi...che sembra un po' tirarsi la zappa sui piedi, ma alla fine è per me l'obiettivo di questi progetti, che ci siano persone capaci di portare avanti un percorso di crescita per il proprio barrio, la propria città, il proprio Paese senza più bisogno di "spinte" esterne...La strada è lunga, però io voglio crederci... A prestoFede
martedì 7 luglio 2009
Da Vale malaticcia
Una settimana fa a quest'ora ero all'Eldorado a fare la fila per imbarcare i bagagli con un misto di emozioni difficile da descrivere, tristezza, felicita', confusione, ansia.E' una settimana che sono tornata da Bogota' e cinque giorni che sono a letto con la febbre alta e la tonsillite.Penso che tutto ha un suo perche' e che questa malattia mi stia dando l'opportunita' e il tempo di rallentare, senza ributtarmi subito nella forsennata costruzione della mia vita.Mi ha dato la possibilita' di vedere poche e care persone e di passare il mio primo tempo qui con loro e di godermi la mia famiglia.Ieri mentre sonnecchiavo mi sono messa a pensare sulla figura del volontario , su queste strane persone che arrivano e poi se ne vanno tornando alla loro vita , cosi' diversa dalla vita di Lisboa , ma anche cosi' uguale per certi versi.A volte mi sento in colpa, ho vissuto con queste persone veramente, sono entrara nelle loro case (e pensare che non sono mai entrata in casa di alcuni amici di qui), ho ascoltato le loro storie, ho visto le loro lacrime e loro hanno visto le mie, ho percorso un pezzo di vita di quei bambini, ho guadagnato la loro fiducia e poi me ne sono andata.E che dovevo rispondere a tutte le persone che mi chiedevano perche' me ne andavo cosi' presto? Quando sono un attimo in crisi mi chiedo cosa mai avra' fatto la mia presenza, ma poi mi ricordo della festa di addio (che preferisco definire un arrivederci) dei bambini, mi ricordo degli abbracci e degli sguardi degli amici all'aereoporto e trovo le risposte.Si impara ad incontrare e a dare la possibilita' di incontro essendo un volontario, si impara a mettersi a nudo, a mettersi in discussione, si imparare a conosceresi mentre ci si fa conoscere dagli altri, si impara ad aprire ancora piu' la mente e a portare nuovi occhi per vedere le cose.Forse ho aiutato con l'inglese, con i bimbi piccoli, a Laureles, forse ho fatto tante cose, ma quante ne hanno fatte loro per me...mi hanno insegnato veramente a farmi migrante fra i migranti e ancora piu' ad accettare e conoscere le diversita' che non sono solo culturali, sono le diversita' che respiriamo ogni giorno perche' l'intolleranza ci puo' essere anche tra le mura di casa mia. Non e' un elogio di questa esperienza, ha avuto le sue parti negative e piu' volte avrei voluto tornare a casa, e' solo un pensiero su questa opportunita' che mi ha dato la vita, che sento un po' mi ha cambiata...se prima gia ero aperta alla gente ora lo sono di piu'.Tutti possiamo sbagliare, tutti abbiamo i nostri lati difficili , ma e' nella differenza che evolviano altrimenti senza confronto non possiamo crescere, questo e' il mio pensiero. Ognuno di noi volontari e' anche le persone che abbiamo incontrato in Colombia, in Sud Africa, in Bolivia e in tutto il mondo e non dobbiamo dimenticarci di quella gente.Io penso sempre che non sarei la Valentina se non avessi incontrato le persone che ho incontrato nella mia vita, chi mi ha amato, chi no, chi mi ha offeso e chi non mi ha capiro, ma ogni persona mi ha dato una piccola parte di uno specchio per guardarmi dentro. So che non serve andare in Colombia per capire tutto questo ma penso che sia cmq una possibilita' in piu'. Scusate lo sfogo, ma non sempre e' facile rinnovare le motivazioni e in questi giorni di rientro le domande sono forti nella testa. Grazie a tutti, volontari vicini e lontani, amici, amori, parenti...grazie alla gente in generale per essere cosi' bella e varia.
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