mercoledì 7 ottobre 2009
lunedì 14 settembre 2009
Esperienza parallela

Partimmo un lunedì in direzione sud, cantava Piero Pelù, noi ci adeguiamo e intraprendiamo un viaggio lungo la penisola, cullati dall’Adriatico e accolti dallo Ionio quando ormai il sole non c’è più da un pezzo. Milleduecentochilometri si possono fare in tanti modi. L’abbiamo scoperto al Centro di Accoglienza Sant’Anna di Isola di Capo Rizzuto, Crotone, Calabria. Solitamente la direzione nord-sud è più facile della “sud-nord”, voglio dire, la strada è la stessa, la lunghezza anche, cambia la prospettiva, cambia lo stato d’animo, cambiano le motivazioni. Quasi sempre la prima ha un'andata ed un ritorno, la seconda invece ha quasi sempre solo un’andata.
A Crotone ci aspettano delle suore pazzerelle molto simpatiche e gentili, Suor Michela e Suor Caterina, Suore della Divina Volontà che operano a Crotone da diversi anni promuovendo e gestendo vari servizi a favore dei minori, delle giovani donne e delle famiglie.Per la notte ci sistemiamo su dei materassi con reti particolarmente rigide, infatti dormiamo per terra.A prima vista il quartiere in cui viviamo dà un'impressione abbastanza triste, il caldo è umido e il mare che ci aspetta per la sera non si vede ancora. Nel pomeriggio andremo per la prima volta al “Centro Accoglienza”, siamo tutti impazienti di affrontare questa nuova esperienza che ognuno di noi vivrà a suo modo.
Entrare nel CA di Crotone con il nostro passo tranquillo, le nostre belle facce pulite, la pancia piena, le nostre t-shirt e le scarpe modaiole è stato il vero inizio del nostro viaggio; ancora una volta ci siamo sentiti ingiustificabilmente privilegiati fra quell’umanità così ingiustamente discriminata.
Oltrepassare quel cancello, con il nostro pass firmato dalla prefettura, ci ha permesso di abbandonare tutto, di lasciare nel nostro pulmino le nostre false certezze e i nostri naturali pregiudizi e affrontare quegli occhi che raccontano storie e sofferenze come gli occhi di persone, ne clandestini, ne rifugiati ne criminali, ne stranieri, solo persone.
Il campo è un “non luogo”, il tempo è sospeso, scandito da giornate senza capo ne coda in un susseguirsi di code, attese, richieste ai vari uffici. Abbiamo conosciuto Abdil, ragazzo afghano, scappato dal proprio paese e dai taliban. Abbiamo conosciuto un ragazzo eritreo fuggito dalla guerra attraverso il Sudan e la Libia. Abbiamo ascoltato. Sembra strano ma è stata la cosa più importante che abbiamo fatto durante questa settimana. Ascoltato le storie personali, i sogni di riscatto, gli sfoghi isterici e disperati. Abbiamo avvertito, tutti, che quello era ciò di cui avevano bisogno, parlare ed essere ascoltati.
Le storie alla fine si assomigliano molto visto che la violenza e la povertà sono le ragioni principali che determinano la fuga. Ottenere lo status di rifugiato dà una possibilità e occorrerebbe capire che non sono questi i clandestini dei quali aver paura.
I giorni sono corsi via velocemente, avremmo voluto fermarli quando ci siamo resi conto che ormai entravamo nel campo da soli, ci riconoscevano, ci cercavano.Noi ormai ci sentivamo parte di loro e questo è stato finalmente l’approdo del nostro viaggio.(Francesco Menegotto)
A Crotone ci aspettano delle suore pazzerelle molto simpatiche e gentili, Suor Michela e Suor Caterina, Suore della Divina Volontà che operano a Crotone da diversi anni promuovendo e gestendo vari servizi a favore dei minori, delle giovani donne e delle famiglie.Per la notte ci sistemiamo su dei materassi con reti particolarmente rigide, infatti dormiamo per terra.A prima vista il quartiere in cui viviamo dà un'impressione abbastanza triste, il caldo è umido e il mare che ci aspetta per la sera non si vede ancora. Nel pomeriggio andremo per la prima volta al “Centro Accoglienza”, siamo tutti impazienti di affrontare questa nuova esperienza che ognuno di noi vivrà a suo modo.
Entrare nel CA di Crotone con il nostro passo tranquillo, le nostre belle facce pulite, la pancia piena, le nostre t-shirt e le scarpe modaiole è stato il vero inizio del nostro viaggio; ancora una volta ci siamo sentiti ingiustificabilmente privilegiati fra quell’umanità così ingiustamente discriminata.
Oltrepassare quel cancello, con il nostro pass firmato dalla prefettura, ci ha permesso di abbandonare tutto, di lasciare nel nostro pulmino le nostre false certezze e i nostri naturali pregiudizi e affrontare quegli occhi che raccontano storie e sofferenze come gli occhi di persone, ne clandestini, ne rifugiati ne criminali, ne stranieri, solo persone.
Il campo è un “non luogo”, il tempo è sospeso, scandito da giornate senza capo ne coda in un susseguirsi di code, attese, richieste ai vari uffici. Abbiamo conosciuto Abdil, ragazzo afghano, scappato dal proprio paese e dai taliban. Abbiamo conosciuto un ragazzo eritreo fuggito dalla guerra attraverso il Sudan e la Libia. Abbiamo ascoltato. Sembra strano ma è stata la cosa più importante che abbiamo fatto durante questa settimana. Ascoltato le storie personali, i sogni di riscatto, gli sfoghi isterici e disperati. Abbiamo avvertito, tutti, che quello era ciò di cui avevano bisogno, parlare ed essere ascoltati.
Le storie alla fine si assomigliano molto visto che la violenza e la povertà sono le ragioni principali che determinano la fuga. Ottenere lo status di rifugiato dà una possibilità e occorrerebbe capire che non sono questi i clandestini dei quali aver paura.
I giorni sono corsi via velocemente, avremmo voluto fermarli quando ci siamo resi conto che ormai entravamo nel campo da soli, ci riconoscevano, ci cercavano.Noi ormai ci sentivamo parte di loro e questo è stato finalmente l’approdo del nostro viaggio.(Francesco Menegotto)
martedì 11 agosto 2009
P. Francesco Bortignon ritorna alla sua Missione di Cùcuta, Colombia.
Mercoledì, 29 di Luglio, in casa Bortignon, nell`alta di Salvarosa, in seguito all’insistente richiesta dei nipoti e per arte delle sorelle e cognate si è celebrata la fine delle vacanze del P. Francesco a base di pizza, soppressa e vino. L`evento ha riunito i 5 fratelli e le 3 sorelle, la schiera dei nipoti con i relativi coniugi, una manciata di pronipoti e alcuni vicini. A sorpassare il numero dei 50 invitati, si sono aggiunti una dozzina di “volontari” che in tempi diversi hanno lavorato nella Missione Scalabriniana di Cùcuta con il P. Francesco.
Nato a Salvarosa nel 1946, e ordinato sacerdote dei religiosi Scalabriniani nel 1972, P. Francesco ha seguito un percorso sacerdotale variato: educatore nel collegio San Carlo per i figli degli emigrati a Osimo (AN), animatore della gioventù cattolica italo-americana in Utica (NY), coordinatore della catechesi giovanile italiana-spagnola-americana in Brooklyn (NY), coadiutore delle parrocchie e direttore delle scuole N.S. di Pompei per figli di italiani a Maracay e a Caracas (Venezuela) e, dal 1996, educatore, animatore di progetti sociali e parroco della Parrocchia della Natività di Nostra Signora a Cùcuta, Colombia.
Cùcuta, con circa 700.000 abitanti, è la capitale della Regione Norte de Santander e una delle più grandi frontiere terrestri tra Colombia e Venezuela. Questa Regione, nella zona del Catatumbo, si caratterizza per la ampia foresta tropicale, rinomata per i suoi giacimenti di petrolio, le miniere di carbone, le grandi aree di coltivo legale –riso, canna da zucchero e palma de aceite- e illegale, coca. Da molti anni è roccaforte della “guerrilla” che protegge il lucroso negozio della coca ed altri scambi illegali. La situazione si aggravò con l’entrata in scena dei “paramilitari” anche loro in cerca di dominio e di lucro. Se poi sommiamo la sempre maggiore militarizzazione della zona per parte dell’esercito regolare, imcominciamo a comprendere l`intensità dello scontro armato e la condizione dei civili, obbligati a scappare dalle montagne alla città; sono i cosi detti “desplazados”. Nell`anello periférico di Cùcuta, la prima grande città che gli sfollati incontrano fuggendo dal Catatumbo, si calcolano circa 200.000 “desplazados” che vivono in improvvisate capanne di legno o accumulati in capanne di paesani o amici. Per alcuni è una tappa provvisoria, mentre cercano di arrivare alla capitale, Bogotà o ad altre città, altri tentano di ricostruire una nuova vita nelle illusioni che offre la frontiera, inconsci del rischio della presenza tanto di guerrilleri che di paramilitari in zona. Nel solo 2008 si sono registrati, nella città, oltre 700 casi di morte violenta.
Esattamente 30 anni fa il Vescovo di Cùcuta Mons. Rubiano Saenz, ora Cardinale, invitò i missionari Scalabriniani come esperti a dirigere il Centro di Migrazione. Migliaia di emigrati, negli anni `80-`90, cercavano fortuna in Venezuela (la Piccola Venezia); i più erano ricacciati alla frontiera come indocumentati e illegali. Nel 1986, il direttore del Centro, P. Roberto Maestrelli, originario di Empoli, accettò il lavoro pastorale nella Parrocchia della Natività di Nostra Signora. Il proposito era di offrire un esempio di attenzione specifica, religiosa e sociale, per la popolazione “desplazada”. P. Roberto iniziò costruendo asili, scuole, centri di incontro, chiesette e organizzando corsi di formazione al lavoro per adulti. P. Francesco si unì a P. Roberto nel 1996 continuando insieme lo sviluppo dei progetti sociali in favore dei “desplazados” che arrivavano sempre più numerosi. Nel 2000, rimasto solo a causa della partenza del P. Roberto, P. Francesco realizzò un progetto di P. Roberto: la costruzione di 125 “ranchos” (casette in legno) per “desplazados”. Con l`appoggio di giovani volontari venezuelani e italiani, che dal 2003 hanno garantito la loro costante presenza, si e’ dato forma a una serie di attività come “lúdicas” (attenzione extra scolare per 250 bambini), attenzione medica di emergenza per bambini, corsi professionali, solida relazione con le entità statali per l`assistenza alimentaria e di emergenza alla popolazione desplazadas.
Attualmente “misioncucuta” si estende in 8 quartieri marginali oltre lo storico Centro di Migrazione. Gestisce 6 chiese (750 battesimi annuali), 110 aule scolastiche (4000 alunni dall`asilo al liceo), 5 mense (1500 pranzi giornalieri), corsi professionali (trasformazione alimentare, infermeria, informática, taglio e cucito e lavorazione dell`argilla). In case di legno coperte di lamiere sotto una temperatura constante tra i 25º e 37º, con poche strade di terra battuta, senza acqua, senza presenza dello Stato, con disoccupazione del 35%, possiamo immaginare le condizioni di insicurezza, desnutrizione, salute, educazione di circa 50.000 persone della nostra parrocchia.
Ultimo grande progetto sociale del P. Francesco è stato la costruzione di un “Centro Piloto”, terminato alcuni giorni prima della sua partenza per le vacanze italiane, cervello propulsore di tutte le attività sociali e culturali dei Missionari Scalabriniani in Cùcuta. Biblioteca, spazi sportivi, sala di informática, 2 uffici per attenzione psicosociale e legale, una mensa e un salone per attività varie sono gli spazi dove giornalmente si prestano servizi sociali e culturali per bambini, giovani, genitori e anziani. Con il Centro Piloto sogniamo attrarre in periferia i servizi social che solo si incontrano nel centro della città.
Il P. Francesco è estremamente riconoscente alla sua famiglia, alla Parrocchia di Salvarosa, a un gruppo di amici e ai 40 volontari che hanno messo mani e piedi nella missione. Sono stai loro, con le loro donazioni o il loro lavoro in loco, i veri sostenitori di questa missione. Gesù fa il miracolo, ma chiede la collaborazione dei 5 pani di un bambino e delle mani degli apostoli.

Nato a Salvarosa nel 1946, e ordinato sacerdote dei religiosi Scalabriniani nel 1972, P. Francesco ha seguito un percorso sacerdotale variato: educatore nel collegio San Carlo per i figli degli emigrati a Osimo (AN), animatore della gioventù cattolica italo-americana in Utica (NY), coordinatore della catechesi giovanile italiana-spagnola-americana in Brooklyn (NY), coadiutore delle parrocchie e direttore delle scuole N.S. di Pompei per figli di italiani a Maracay e a Caracas (Venezuela) e, dal 1996, educatore, animatore di progetti sociali e parroco della Parrocchia della Natività di Nostra Signora a Cùcuta, Colombia.
Cùcuta, con circa 700.000 abitanti, è la capitale della Regione Norte de Santander e una delle più grandi frontiere terrestri tra Colombia e Venezuela. Questa Regione, nella zona del Catatumbo, si caratterizza per la ampia foresta tropicale, rinomata per i suoi giacimenti di petrolio, le miniere di carbone, le grandi aree di coltivo legale –riso, canna da zucchero e palma de aceite- e illegale, coca. Da molti anni è roccaforte della “guerrilla” che protegge il lucroso negozio della coca ed altri scambi illegali. La situazione si aggravò con l’entrata in scena dei “paramilitari” anche loro in cerca di dominio e di lucro. Se poi sommiamo la sempre maggiore militarizzazione della zona per parte dell’esercito regolare, imcominciamo a comprendere l`intensità dello scontro armato e la condizione dei civili, obbligati a scappare dalle montagne alla città; sono i cosi detti “desplazados”. Nell`anello periférico di Cùcuta, la prima grande città che gli sfollati incontrano fuggendo dal Catatumbo, si calcolano circa 200.000 “desplazados” che vivono in improvvisate capanne di legno o accumulati in capanne di paesani o amici. Per alcuni è una tappa provvisoria, mentre cercano di arrivare alla capitale, Bogotà o ad altre città, altri tentano di ricostruire una nuova vita nelle illusioni che offre la frontiera, inconsci del rischio della presenza tanto di guerrilleri che di paramilitari in zona. Nel solo 2008 si sono registrati, nella città, oltre 700 casi di morte violenta.
Esattamente 30 anni fa il Vescovo di Cùcuta Mons. Rubiano Saenz, ora Cardinale, invitò i missionari Scalabriniani come esperti a dirigere il Centro di Migrazione. Migliaia di emigrati, negli anni `80-`90, cercavano fortuna in Venezuela (la Piccola Venezia); i più erano ricacciati alla frontiera come indocumentati e illegali. Nel 1986, il direttore del Centro, P. Roberto Maestrelli, originario di Empoli, accettò il lavoro pastorale nella Parrocchia della Natività di Nostra Signora. Il proposito era di offrire un esempio di attenzione specifica, religiosa e sociale, per la popolazione “desplazada”. P. Roberto iniziò costruendo asili, scuole, centri di incontro, chiesette e organizzando corsi di formazione al lavoro per adulti. P. Francesco si unì a P. Roberto nel 1996 continuando insieme lo sviluppo dei progetti sociali in favore dei “desplazados” che arrivavano sempre più numerosi. Nel 2000, rimasto solo a causa della partenza del P. Roberto, P. Francesco realizzò un progetto di P. Roberto: la costruzione di 125 “ranchos” (casette in legno) per “desplazados”. Con l`appoggio di giovani volontari venezuelani e italiani, che dal 2003 hanno garantito la loro costante presenza, si e’ dato forma a una serie di attività come “lúdicas” (attenzione extra scolare per 250 bambini), attenzione medica di emergenza per bambini, corsi professionali, solida relazione con le entità statali per l`assistenza alimentaria e di emergenza alla popolazione desplazadas.
Attualmente “misioncucuta” si estende in 8 quartieri marginali oltre lo storico Centro di Migrazione. Gestisce 6 chiese (750 battesimi annuali), 110 aule scolastiche (4000 alunni dall`asilo al liceo), 5 mense (1500 pranzi giornalieri), corsi professionali (trasformazione alimentare, infermeria, informática, taglio e cucito e lavorazione dell`argilla). In case di legno coperte di lamiere sotto una temperatura constante tra i 25º e 37º, con poche strade di terra battuta, senza acqua, senza presenza dello Stato, con disoccupazione del 35%, possiamo immaginare le condizioni di insicurezza, desnutrizione, salute, educazione di circa 50.000 persone della nostra parrocchia.
Ultimo grande progetto sociale del P. Francesco è stato la costruzione di un “Centro Piloto”, terminato alcuni giorni prima della sua partenza per le vacanze italiane, cervello propulsore di tutte le attività sociali e culturali dei Missionari Scalabriniani in Cùcuta. Biblioteca, spazi sportivi, sala di informática, 2 uffici per attenzione psicosociale e legale, una mensa e un salone per attività varie sono gli spazi dove giornalmente si prestano servizi sociali e culturali per bambini, giovani, genitori e anziani. Con il Centro Piloto sogniamo attrarre in periferia i servizi social che solo si incontrano nel centro della città.
Il P. Francesco è estremamente riconoscente alla sua famiglia, alla Parrocchia di Salvarosa, a un gruppo di amici e ai 40 volontari che hanno messo mani e piedi nella missione. Sono stai loro, con le loro donazioni o il loro lavoro in loco, i veri sostenitori di questa missione. Gesù fa il miracolo, ma chiede la collaborazione dei 5 pani di un bambino e delle mani degli apostoli.
giovedì 6 agosto 2009
mercoledì 5 agosto 2009
Da Lisboa...Giuseppe
Ieri 3 Agosto è terminato il terzo mese della mia esperienza di volontariato qui al Nido del Gufo; ormai manca relativamente poco al termine del periodo che ho scelto di dedicare a questo posto, e lo dico non senza reprimere un pò di tristezza.Tristezza perchè ormai sento di poter considerare il Nido e tutte le persone che giornalmente si incontrano qui, sia per lavorare con me che i bambini e i giovani, come una seconda casa e una piccola grande famiglia.Visti ora tre mesi son volati ma ricordo bene tutte le cose che abbiamo condiviso, i momenti belli e anche quelli un pò più problematici.Ho tante cose di cui rallegrarmi, a partire dal fatto che in pochi giorni, forse già domani, la sala di informatica di cui sono diventato un pò il nume tutelare e abitante fisso, avrà cinque fiammanti nuovi arrivi, cinque computer nuovi acquistati grazie all'aiuto di una organizzazione italiana, che si uniranno ai sei rottami.... ehm prestanti macchinari recuperati dall'oblio e usati giornalmente da giovani e meno giovani per varie attività che spaziano dai compiti, alla posta agli immancabili giochini in rete!Scopo principale di queste nuove macchine sarà però la realizzazione di un corso di informatica, in vero già partito, per 22 bambini desplazados da poco arrivati nel barrio Lisboa o nei barrios vicini.Oltre a queste attività l'arrivo di Enrico e Silvia hanno portato forze e idee nuove alle attività già piene del Gufo, abbiamo già realizzato due giorni sportivi sotto la direzione di Enrico, qui nel Nido e uno al barrio Laureles, con la presenza di tanti bambini anche nuovi.Silvia invece sta collaborando con il "departamento" artesania composto daJenny e la señora Aliria portando tante idee nuove e aiutando a sviluppare con la sua inventiva e il suo onnipresente blocchetto da disegno le realizzazioni di borse e accessori già presenti.Lucia, sempre più occupata, si divide tra noi e la sua attività con i rifugiati, ennesima contraddizione di questo paese che non aiuta i suoi cittadini ma offre rifugio e lavoro a persone in fuga dall'Africa, spesso portatori di storie strazianti e incredibili.Da parte mia mi preparo a vivere queste ultime settimane al meglio di quello che posso fare, preoccupato più che per le scadenze dei lavori, per il dilemma di ogni volontario che si accinge a rientrare: "Che cavolo regalo a Pinco Pallino???" ejejejeUn saludo, un beso y un abrazote da Lisboa de Suba, dal Nido del Gufo, posto sicuro per i bambini del barrio e rifugio del cuore e della mente di tutti i volontari che più o meno a lungo passano di qui.Giuseppe
venerdì 24 luglio 2009
giovedì 23 luglio 2009
venerdì 17 luglio 2009
giovedì 9 luglio 2009
Da Fede...
Ciao!Eccomi qua a scrivere come "unica superstite" tra i volontari di Cucuta...Eh si, tra un rientro e l'altro, sono arrivata qui che eravamo una decina in casa e ora siamo in 3...come cambiano le cose!Sono già circa a metà esperienza e comincio ad orientarmi bene qui, sembra strano ma alla fine ci vuole un sacco di tempo per capire bene bene come funzionano le cose!!In questi due mesi ho avuto la fortuna di fare un sacco di cose diverse, e questo mi sta permettendo davvero di iniziare a capire un po' di più di questa terra di contrasti, di cose assurde, ma anche di affetto, di calore, di disponibilità.Il primo mese l'ho passato conoscendo le ludiche, i bambini ma anche i loro barrios, le persone che ci vivono e le compagne di lavoro, con cui oggi riusciamo un po' a condividere difficoltà, progetti, storie...Il confronto con loro è qualcosa che mi sta arricchendo moltissimo, mi sento davvero come se stessi a poco a poco aprendo gli occhi, tentando di mettermi nelle loro scarpe e vedendo quante visioni diverse della vita esistono!A volte non è facile il lavoro, un po' per il caldo, un po' perchè i bambini sanno essere davvero terribili, un po' perchè anch'io ho le mie giornate no...Però si va avanti, con la testa dura che sempre mi caratterizza...E guardando un po' a questa metà esperienza sono felice, sono col sorriso, sento che alla fine dei conti già mi ha dato moltissimo questa terra, questa città,questa gente.Durante le vacanze scolastiche la ludica è stata sospesa, e così ho avuto la fortuna (!!!) di vedere anche il Nido del Gufo a Bogotà, di conoscere i ragazzi che ci lavorano, e di mettermi in gioco un po' anche li con le varie attività. Ho passato una mattinata anche a Laureles, in quel progetto ancora "in fasce" che è il Nido 2, vedendo come già si inizia a poco a poco a lavorare, quasi dal nulla, con fatica e con le risorse minime, ma con tanta voglia di lavorarci, di crescere, di far nascere anche li un'"oasi" in un barrio un po'...beh diciamo disastrato!Grazie ai ragazzi bogotani-ciudadanos che hanno accolto noi "campesine" facendoci sentire sempre a casa e dandomi l'opportunità di aggiungere un altro pezzetto alle mie conoscenze sulla Colombia!Tornata a Cucuta, ho passato una settimana al Centro Migraciones, dove vengono accolti desplazados e migranti, in una struttura che offre loro cibo e alloggio temporaneo. Ancora mi fa strano pensare che per le persone di qua "desplazado" e "secuestrado" sono parole di uso quotidiano, di normale amministrazione, come se la migrazione forzata o il fatto che arrivi qualcuno e rapisca una persona fossero "cose che capitano"!!A questo credo che non mi abituerò mai, per me rimangono sempre cose terribili!!!Da lunedì, invece, abbiamo ricominciato con la ludica, un po'alla volta stanno ricominciando a venire i bambini, e da quando sono qui vedo che a poco a poco le ludiche si rendono indipendenti, le persone che ci lavorano cominciano un po' a gestirsi, a prendere (qualche volta!!) alcune iniziative...piccoli passi di sviluppo anche questi!In fondo credo che il mio lavoro e quello di tutti i volontari sia quello di fare in modo che, un giorno, non ci sia più bisogno di noi...che sembra un po' tirarsi la zappa sui piedi, ma alla fine è per me l'obiettivo di questi progetti, che ci siano persone capaci di portare avanti un percorso di crescita per il proprio barrio, la propria città, il proprio Paese senza più bisogno di "spinte" esterne...La strada è lunga, però io voglio crederci... A prestoFede
martedì 7 luglio 2009
Da Vale malaticcia
Una settimana fa a quest'ora ero all'Eldorado a fare la fila per imbarcare i bagagli con un misto di emozioni difficile da descrivere, tristezza, felicita', confusione, ansia.E' una settimana che sono tornata da Bogota' e cinque giorni che sono a letto con la febbre alta e la tonsillite.Penso che tutto ha un suo perche' e che questa malattia mi stia dando l'opportunita' e il tempo di rallentare, senza ributtarmi subito nella forsennata costruzione della mia vita.Mi ha dato la possibilita' di vedere poche e care persone e di passare il mio primo tempo qui con loro e di godermi la mia famiglia.Ieri mentre sonnecchiavo mi sono messa a pensare sulla figura del volontario , su queste strane persone che arrivano e poi se ne vanno tornando alla loro vita , cosi' diversa dalla vita di Lisboa , ma anche cosi' uguale per certi versi.A volte mi sento in colpa, ho vissuto con queste persone veramente, sono entrara nelle loro case (e pensare che non sono mai entrata in casa di alcuni amici di qui), ho ascoltato le loro storie, ho visto le loro lacrime e loro hanno visto le mie, ho percorso un pezzo di vita di quei bambini, ho guadagnato la loro fiducia e poi me ne sono andata.E che dovevo rispondere a tutte le persone che mi chiedevano perche' me ne andavo cosi' presto? Quando sono un attimo in crisi mi chiedo cosa mai avra' fatto la mia presenza, ma poi mi ricordo della festa di addio (che preferisco definire un arrivederci) dei bambini, mi ricordo degli abbracci e degli sguardi degli amici all'aereoporto e trovo le risposte.Si impara ad incontrare e a dare la possibilita' di incontro essendo un volontario, si impara a mettersi a nudo, a mettersi in discussione, si imparare a conosceresi mentre ci si fa conoscere dagli altri, si impara ad aprire ancora piu' la mente e a portare nuovi occhi per vedere le cose.Forse ho aiutato con l'inglese, con i bimbi piccoli, a Laureles, forse ho fatto tante cose, ma quante ne hanno fatte loro per me...mi hanno insegnato veramente a farmi migrante fra i migranti e ancora piu' ad accettare e conoscere le diversita' che non sono solo culturali, sono le diversita' che respiriamo ogni giorno perche' l'intolleranza ci puo' essere anche tra le mura di casa mia. Non e' un elogio di questa esperienza, ha avuto le sue parti negative e piu' volte avrei voluto tornare a casa, e' solo un pensiero su questa opportunita' che mi ha dato la vita, che sento un po' mi ha cambiata...se prima gia ero aperta alla gente ora lo sono di piu'.Tutti possiamo sbagliare, tutti abbiamo i nostri lati difficili , ma e' nella differenza che evolviano altrimenti senza confronto non possiamo crescere, questo e' il mio pensiero. Ognuno di noi volontari e' anche le persone che abbiamo incontrato in Colombia, in Sud Africa, in Bolivia e in tutto il mondo e non dobbiamo dimenticarci di quella gente.Io penso sempre che non sarei la Valentina se non avessi incontrato le persone che ho incontrato nella mia vita, chi mi ha amato, chi no, chi mi ha offeso e chi non mi ha capiro, ma ogni persona mi ha dato una piccola parte di uno specchio per guardarmi dentro. So che non serve andare in Colombia per capire tutto questo ma penso che sia cmq una possibilita' in piu'. Scusate lo sfogo, ma non sempre e' facile rinnovare le motivazioni e in questi giorni di rientro le domande sono forti nella testa. Grazie a tutti, volontari vicini e lontani, amici, amori, parenti...grazie alla gente in generale per essere cosi' bella e varia.
giovedì 25 giugno 2009
I meno 4 di Valentina
meno quattro...
Carissimi tutti,stamattina mi sono svegliata triste, con gli occhi un po' velati gia' di nostalgia.Ho vissuto due mesi come due anni, con l'intensita' di ogni giorno.Ieri abbiamo accompagnato Daniela all'aereoporto e sempre portero' nel cuore la nostra colazione assieme e il pranzo tra risate e gia' tristezze.Sono stati due mesi bellissimi che mi auguro si possano ripetere, due mesi carichi di persone, di racconti, di vita, di balli ed allegria contagiosa, due mesi di nuove amicizie che ora mi fanno sentire un po' casa questo posto, nuove e bellissime amicizie colombiane e nuove e bellissime amicizie italiane.Devo ringraziare Lucia, e' stata mamma, amica, sorella in ogni minuto di questa esperienza e mi ritengo fortunata.Anche Giuseppe che ha condiviso con me serate di musica impegnata e ponque al cocco ogni mattina.Vi ringrazio tutti per chi c'e' stato a distanza, per chi non c'e'stato , ma voleva farlo e anche per chi ci sara'.Sara' dura partire, lascaire i miei bimbi, il corso di inglese, il corso con i piccolini, tante attivita'..sabato faremo la festa conclusiova del laboratorio sull'Italia e io salutero' tutti.Parto con la sensazione di lasciare un lavoro in sospeso che spero un giorno in qualche modo potro' riprendere, ma nella vita c'e' anche un tempo per tornare e anche questo tempo puo' essere bellissimo, mi piace sempre citare una canzone che dice "Rivedersi era come rinascere ancora una volta".Spero di potervi raccontare di questi mesi e di condividere con voi dei bellissimi lavori al mio ritorno.Ringrazio chi da casa mi ha sostenuto e ha creduto in me e la mia meravigliosa famiglia che sempre ha il potere di tirare fuori cio' che in me sta nascosto e vuole volare.
Vi abbraccio tutti in attesa di rivedervi.
Vale
Carissimi tutti,stamattina mi sono svegliata triste, con gli occhi un po' velati gia' di nostalgia.Ho vissuto due mesi come due anni, con l'intensita' di ogni giorno.Ieri abbiamo accompagnato Daniela all'aereoporto e sempre portero' nel cuore la nostra colazione assieme e il pranzo tra risate e gia' tristezze.Sono stati due mesi bellissimi che mi auguro si possano ripetere, due mesi carichi di persone, di racconti, di vita, di balli ed allegria contagiosa, due mesi di nuove amicizie che ora mi fanno sentire un po' casa questo posto, nuove e bellissime amicizie colombiane e nuove e bellissime amicizie italiane.Devo ringraziare Lucia, e' stata mamma, amica, sorella in ogni minuto di questa esperienza e mi ritengo fortunata.Anche Giuseppe che ha condiviso con me serate di musica impegnata e ponque al cocco ogni mattina.Vi ringrazio tutti per chi c'e' stato a distanza, per chi non c'e'stato , ma voleva farlo e anche per chi ci sara'.Sara' dura partire, lascaire i miei bimbi, il corso di inglese, il corso con i piccolini, tante attivita'..sabato faremo la festa conclusiova del laboratorio sull'Italia e io salutero' tutti.Parto con la sensazione di lasciare un lavoro in sospeso che spero un giorno in qualche modo potro' riprendere, ma nella vita c'e' anche un tempo per tornare e anche questo tempo puo' essere bellissimo, mi piace sempre citare una canzone che dice "Rivedersi era come rinascere ancora una volta".Spero di potervi raccontare di questi mesi e di condividere con voi dei bellissimi lavori al mio ritorno.Ringrazio chi da casa mi ha sostenuto e ha creduto in me e la mia meravigliosa famiglia che sempre ha il potere di tirare fuori cio' che in me sta nascosto e vuole volare.
Vi abbraccio tutti in attesa di rivedervi.
Vale
mercoledì 24 giugno 2009
Grandi rientri
Carissimi
Nei prossimi giorni sono previsti numerosi rientri.
Debby sarà di ritorno in Italia il 2 luglio dalla sua esperienza cucuteña, domani 26 giugno rientra Daniela dopo 1 anno colombiano e il 29 arriverà Valentina.
Dal 24 giugno Leonardo sarà in Italia per 3 settimane di vacanza.
Insomma grandi rientri che aspettiamo a braccia aperte….che ci daranno modo di rinnovare un po’ d’aria di missione e respirare spirito di gratuità e condivisione oltre che incrocio di sguardi di occhi che brillano.
Anche il passaggio di P. Roberto, P. Francesco e P. Maurizio ci ha fatto percepire che quest'estate la Colombia è venuta a farci visita, generalmente erano i volontari che partivano numerosi...ecco che si riscopre il senso di reciprocità che contraddistingue il nostro modo di vivere il volontariato. Nord...sud...est...ovest....sono solo direzioni nel cammino che ci fa incrociare e condividere sentimenti profondi e scoprire nuovi stili di vita e di relazioni umane.
A presto…
Enrica
Nei prossimi giorni sono previsti numerosi rientri.
Debby sarà di ritorno in Italia il 2 luglio dalla sua esperienza cucuteña, domani 26 giugno rientra Daniela dopo 1 anno colombiano e il 29 arriverà Valentina.
Dal 24 giugno Leonardo sarà in Italia per 3 settimane di vacanza.
Insomma grandi rientri che aspettiamo a braccia aperte….che ci daranno modo di rinnovare un po’ d’aria di missione e respirare spirito di gratuità e condivisione oltre che incrocio di sguardi di occhi che brillano.
Anche il passaggio di P. Roberto, P. Francesco e P. Maurizio ci ha fatto percepire che quest'estate la Colombia è venuta a farci visita, generalmente erano i volontari che partivano numerosi...ecco che si riscopre il senso di reciprocità che contraddistingue il nostro modo di vivere il volontariato. Nord...sud...est...ovest....sono solo direzioni nel cammino che ci fa incrociare e condividere sentimenti profondi e scoprire nuovi stili di vita e di relazioni umane.
A presto…
Enrica
Despedida di Debby
Ciao
mi sembra strano iniziare a parlare di partenza dopo sei mesi qui a Cucuta, ma davvero i giorni e i mesi sembrano essersi volatizzati.
Moltissimi saranno i ricordi che portero’ con me e ben impressi tutti i volti delle persone con cui ho condiviso questa esperienza.
E’ sempre difficile dire anche solo ‘arrivederci’ai bambini e a tutte le persone che in questi mesi riempivano le mie giornate ed erano diventate la mia quotidianita’, soprattutto e’ difficile motivare loro il ritorno in Italia quando non si sa se si potra’ ritornare un giorno a visitarli.
E ancor piu’ dispiace lasciare gli amici cucuteñi che ci dicono che per loro la nostra partenza sara’ piu’ difficile perche’ noi torneremo alla routine italiana, mentre loro rimarranno piu’ legati a luoghi e attivita’ che ora porteranno anche l’impronta del nostro passaggio.
Nonostante alcuni momenti di difficolta’ incontrati, come e’ normale ci siano in qualsiasi cammino, sono davvero grata ai padri che mi hanno accolto nella missione e ad altre splendide persone che ho avuto la possibilita’ di conoscere, con le quali ho potuto confrontarmi e condividere emozioni e pensieri.
Ringrazio molto anche le persone care che soprattutto da lontano mi hanno sempre sostenuta nell’esperienza, ‘gli aiuti da casa’ sono sempre quelli che fanno vincere, ti consolano, ti motivano e ti ricaricano.
La settimana scorsa qui a Cucuta abbiamo terminato le ludiche con grandi feste che aprivano il periodo di vacanze dalla scuola per i ragazzi e salutavano ‘las italianas’ che a luglio non potranno esserci per ricominciare con loro la ludica.
I bambini ci hanno riempito di letterine e regalini e ci hanno dedicato canzoni, balli, poesie, tanti abbracci e qualche lacrimuccia...e non di meno sono state fantastiche anche le ragazze che hanno lavorato con noi in questo periodo, si sono date molto da fare per organizzarci le feste e qualcuna pure ci ha voluto portare dal fotografo per scattare l’ultima foto insieme.
Mi rimarranno nel cuore tutti i bambini e sara’ difficile dimenticare i loro sorrisi, le loro urla, i nostri nomi gridati per la strada quando passavamo, la loro spontaneita’...e il loro cucuteño parlato rapidissimo, mescolato con il gergo ‘de la calle’.
In questi giorni sto conoscendo un po’ anche la realta’ e il funzionamento del Centro Migrazioni che i padri hanno nel centro di Cucuta e ho scoperto che c’e’ pure passata Madre Teresa di Calcutta...qui non si finisce mai di stupirsi!
Domani viaggero’ per Bogota’ e raggiungo gli altri volontari al Nido del Gufo e insieme saluteremo Daniela che ritorna in Italia, poi tornero’ per un’altra settimana a Cucuta e dopo di che ci rivedremo direttamente a Bassano.
Un abbraccio a tutti e a presto
...per raccontarvi e condividere la mia esperienza colombiana
Debby
mi sembra strano iniziare a parlare di partenza dopo sei mesi qui a Cucuta, ma davvero i giorni e i mesi sembrano essersi volatizzati.
Moltissimi saranno i ricordi che portero’ con me e ben impressi tutti i volti delle persone con cui ho condiviso questa esperienza.
E’ sempre difficile dire anche solo ‘arrivederci’ai bambini e a tutte le persone che in questi mesi riempivano le mie giornate ed erano diventate la mia quotidianita’, soprattutto e’ difficile motivare loro il ritorno in Italia quando non si sa se si potra’ ritornare un giorno a visitarli.
E ancor piu’ dispiace lasciare gli amici cucuteñi che ci dicono che per loro la nostra partenza sara’ piu’ difficile perche’ noi torneremo alla routine italiana, mentre loro rimarranno piu’ legati a luoghi e attivita’ che ora porteranno anche l’impronta del nostro passaggio.
Nonostante alcuni momenti di difficolta’ incontrati, come e’ normale ci siano in qualsiasi cammino, sono davvero grata ai padri che mi hanno accolto nella missione e ad altre splendide persone che ho avuto la possibilita’ di conoscere, con le quali ho potuto confrontarmi e condividere emozioni e pensieri.
Ringrazio molto anche le persone care che soprattutto da lontano mi hanno sempre sostenuta nell’esperienza, ‘gli aiuti da casa’ sono sempre quelli che fanno vincere, ti consolano, ti motivano e ti ricaricano.
La settimana scorsa qui a Cucuta abbiamo terminato le ludiche con grandi feste che aprivano il periodo di vacanze dalla scuola per i ragazzi e salutavano ‘las italianas’ che a luglio non potranno esserci per ricominciare con loro la ludica.
I bambini ci hanno riempito di letterine e regalini e ci hanno dedicato canzoni, balli, poesie, tanti abbracci e qualche lacrimuccia...e non di meno sono state fantastiche anche le ragazze che hanno lavorato con noi in questo periodo, si sono date molto da fare per organizzarci le feste e qualcuna pure ci ha voluto portare dal fotografo per scattare l’ultima foto insieme.
Mi rimarranno nel cuore tutti i bambini e sara’ difficile dimenticare i loro sorrisi, le loro urla, i nostri nomi gridati per la strada quando passavamo, la loro spontaneita’...e il loro cucuteño parlato rapidissimo, mescolato con il gergo ‘de la calle’.
In questi giorni sto conoscendo un po’ anche la realta’ e il funzionamento del Centro Migrazioni che i padri hanno nel centro di Cucuta e ho scoperto che c’e’ pure passata Madre Teresa di Calcutta...qui non si finisce mai di stupirsi!
Domani viaggero’ per Bogota’ e raggiungo gli altri volontari al Nido del Gufo e insieme saluteremo Daniela che ritorna in Italia, poi tornero’ per un’altra settimana a Cucuta e dopo di che ci rivedremo direttamente a Bassano.
Un abbraccio a tutti e a presto
...per raccontarvi e condividere la mia esperienza colombiana
Debby
mercoledì 20 maggio 2009
Lisboa aggiunge...
Come prevedibile in sensibile ritardo mando mie notizie sui primi tempi
dell'avventura colombiana al Nido del Gufo.
Sono qui a Lisboa da più di due settimane ormai, e posso dire di trovarmi
davvero bene qui, specialmente grazie all'appoggio di Lucia e Valentina, con
le quali formo un gruppo di storditi notevole, e di tutta l'equipe del Nido,
che sopporta e corregge il mio improbabile spagnolo.
La pavimentada, la strada polverosa e sconnessa che porta al Nido e alla
parrocchia, l'appartamento dove stiamo e soprattutto il letto più corto di me
sono diventati parte del mio orizzonte familiare, e devo ammettere che "mi
gusta" davvero svegliarmi la mattina e prepararmi ad affrontare una nuova
giornata, combattendo con la sala informatica che è diventata quasi la mia
depandance e facendo quel che posso perchè in due giorni alla settimana i
bambini e i ragazzini di qua possano apprezzare un poco di più la matematica
(sforzo vano lo so, ma che ci volete fare: sono fatto così..., ieri poi ero
da solo con 30 bimbetti a spiegare un cruciverba matematico, che impresa!).
I bambini, sono il futuro di ogni paese, ma davvero qui troppe volte non li si
vede valorizzati come si dovrebbe, partendo dal basso livello della scuola e
dal lavoro infantile per finire alla vergogna degli abusi spesso compiuti
all'interno delle famiglie, tanto veloci a formarsi quanto a disgregarsi per
motivi anche futili.
Per questo il Nido del Gufo è come un'oasi nel deserto del barrio, non solo a
livello estetico, ma per tutte le attività che si organizzano e per l'aspetto
principale che manca ai bambini a scuola e in famiglia: l'affetto.
Insomma, nemmeno venti giorni, e già tante cose da fare e tanti pensieri che
affollano la testa, tanti che a volte si vorrebbe fermare tutto intorno a se
e cercare di capirci un poco di più, e invece corriamo tutti, e se dobbiamo
farlo corriamo tutti nella stessa direzione, dall'Italia e dalla Colombia,
no?!?!
A presto,
Giuseppe
dell'avventura colombiana al Nido del Gufo.
Sono qui a Lisboa da più di due settimane ormai, e posso dire di trovarmi
davvero bene qui, specialmente grazie all'appoggio di Lucia e Valentina, con
le quali formo un gruppo di storditi notevole, e di tutta l'equipe del Nido,
che sopporta e corregge il mio improbabile spagnolo.
La pavimentada, la strada polverosa e sconnessa che porta al Nido e alla
parrocchia, l'appartamento dove stiamo e soprattutto il letto più corto di me
sono diventati parte del mio orizzonte familiare, e devo ammettere che "mi
gusta" davvero svegliarmi la mattina e prepararmi ad affrontare una nuova
giornata, combattendo con la sala informatica che è diventata quasi la mia
depandance e facendo quel che posso perchè in due giorni alla settimana i
bambini e i ragazzini di qua possano apprezzare un poco di più la matematica
(sforzo vano lo so, ma che ci volete fare: sono fatto così..., ieri poi ero
da solo con 30 bimbetti a spiegare un cruciverba matematico, che impresa!).
I bambini, sono il futuro di ogni paese, ma davvero qui troppe volte non li si
vede valorizzati come si dovrebbe, partendo dal basso livello della scuola e
dal lavoro infantile per finire alla vergogna degli abusi spesso compiuti
all'interno delle famiglie, tanto veloci a formarsi quanto a disgregarsi per
motivi anche futili.
Per questo il Nido del Gufo è come un'oasi nel deserto del barrio, non solo a
livello estetico, ma per tutte le attività che si organizzano e per l'aspetto
principale che manca ai bambini a scuola e in famiglia: l'affetto.
Insomma, nemmeno venti giorni, e già tante cose da fare e tanti pensieri che
affollano la testa, tanti che a volte si vorrebbe fermare tutto intorno a se
e cercare di capirci un poco di più, e invece corriamo tutti, e se dobbiamo
farlo corriamo tutti nella stessa direzione, dall'Italia e dalla Colombia,
no?!?!
A presto,
Giuseppe
Botta e risposta...
Rispondo alla mail di Dani qui per poter condivider.Non credo di poter capire che cosa voglia dire passare un Anno qui, ma so che cosa vuol dire vivere in Colombia, svegliarsi la mattina e sapere che si incontreranno mille storie, mille nuovi occhi e mille occhi gia' conosciuti che parlano della vita, dell'amore e del dolore.Sono qui solo da due settimane, ma ieri dicevo a Lucia che sento gia' il Barrio un poco mio, queste starde piene di polvere, questi fruttivendoli che svendono la roba urlando, questo odore forte di cibo a tutte le ore.Dani immagino la tua confusione e la tua paura perche' in parte la provo anche io e tanto piu' la voglia di dare una svolta, di portare tutto questo nel quotidiano.Credo molto nel detto l'unione fa la forza e sono sicura che se vorremmo una volta tornate potremmo fare qualcosa di piu' e fare crescere questo sogno, basta "compromettersi" come dicono quelle belle parole di Garcia Marquez.Ho capito un po' di cose stando qui e spero di farne la linfa delle mie giornate. Un abbraccio a tutti. Balentina
martedì 19 maggio 2009
Balentina...da Bogotà
Ciao Enrica a ciao a tutti,vediamo di fare un po' di riassunto.Intanto voi come state? come procedono le vostre vite? E Tania emozionata?Io sto bene avrei mille cose da dire, ma intanto ve ne scrivo un po'.La Colombia incanta, certo il primo impatto con Lisboa per me non e' stato semplicissimo e in particolare con Laureles un altro Barrio dove in teoria dovrebbe nascere il Nido del Gufo 2.Pero' ora tutto mi appare pieno di una luce particolare, la gente, i bambini, il Nido e Bogota'.Anche la convivenza con Lucia e Giuseppe va bene e' un trio che a mio parere funziona e trovo che sia arricchente.A volte ridiamo perche' siamo uno piu' stordito dell'altro, ma mi sembra che nonostante tutto ce la caviamo bene.Ieri abbiamo iniziato il rinforzo scolastico con i bambini di matematica e inglese e mi pare funzioni.Che altro, al Nido su fanno molte attivita' e' ed bello.Le storie colpiscono, gli occhi della gente parlano e le donne, i bambini e gli adolescenti sono fragili...a volte vorrei fare di piu'.Stamattina sono stati qui la sorella di Grazie ¡, il marito ed il figlio e la loro nuova figlia colombiana adottata di Bogota'..e' stato un onore accoglierli e io mi sono commossa.Bogota' mi incanta in tutta la sua grandezza..ieri sera mentre eravamo in bus e vedevo il tramonto pensavo che il mondo e' proprio bellissimo e che e' una fortuna poter conoscere la persone che lo popolano.Vi abbraccio tutti ad uno ad uno nella speranza di portare ad ognuno di voi un po' di questa esperienza e nella speranza che una volta rientrata in Italia potro' contribuire a far conoscere a piu' persone possibili questo sogno.
Valentina o meglio qui Balentina
Valentina o meglio qui Balentina
Prime 2 settimane di Federica a Cucuta
Ciao!Oggi che ho un po' di calma mi metto a scrivere...Sono passate (volate direi!) già 2 settimane, da quando sono arrivata a Cucuta. I primi giorni sono stati un po' difficili per via del fuso e della situazione completamente nuova, con le molte persone che vivono qui, o che soltanto passano durante il giorno. Con la lingua me la cavo abbastanza invece, pensavo molto peggio...faccio degli strafalcioni, certo, ma capisco quello che mi dicono gli altri e riesco a dare una mano ai bimbi con compiti e cose del genere.Le prime due settimane insomma le ho passate a conoscere le ludiche, i bambini che ci vanno, il modo in cui sono organizzate, le regole...Le 4 ludiche che ho visto finora (mi manca Camilo Daza) sono molto diverse per tipo di bambini, situazione, spazi, materiali...e di conseguenza è molto diverso ciò che si riesce a fare a livello pratico! Ci sono ad esempio giorni in cui i bimbi hanno così tanti compiti che non ci rimane il tempo per fare l'attività o il gioco che avevamo pensato, altre volte che non sappiamo più cosa inventarci perchè non hanno (o non portano) i compiti!Ora che ho visto un po' questa realtà, mi devo organizzare bene per riuscire a fare anche dell'altro, a vedere come funziona il resto del progetto ecc ecc...Devo un po' rivedere l'idea che avevo per il tirocinio, perchè il Centro Piloto è ancora in fase embrionale, quindi non ci posso lavorare su più di tanto...l'inaugurazione non so ancora quando sarà, per ora funziona la ludica e si sta attrezzando la biblioteca.Che altro dire, mi sembra di essere arrivata ieri e di non aver ancora visto che una piccola, piccolissima parte di quello che c'è qui...sia per quanto riguarda il progetto che per quanto riguarda la gente,il modo di vivere e di pensare, e invece il tempo passa e piano piano entro nei ritmi, e mi rendo conto di quanto passeranno veloci questi mesi e di quanto breve sia in realtà il periodo che posso dedicare a questo posto.Per ora con me ci sono Daniela e Deborah, quindi ci diamo una mano, loro mi "stanno dietro" quando non so bene come comportarmi, quali sono le cose da fare, gli impegni, i giochi che riescono bene nelle ludiche...Spero di riuscire ad assorbire da loro a sufficienza per poi cavarmela quando loro entreranno nella categoria dei volontari rientrati y yo me quedaré aquì!!Mi preoccupa un po' l'idea di restar qua in questo posto sovrappopolato di uomini, ma insomma me la caverò in qualche modo!!Ecco per ora è tutto...ci sentiamo presto!Un abrazo desde Cucuta!Fede
-1 mese per Daniela....
Cucuta, 19 de mayo 2009Ciao a tutti, vi scrivo quando manca poco piu’ di un mese al mio ritorno…
...eh si...non mi sembra vero ma e’ gia’ passato un anno, fra alti e bassi sono arrivata al termine di questa mia bellissima esperienza....sto vivendo a pieno soprattutto questo ultimo periodo assaporando tutti i momenti e gli attimi belli e brutti, condividendoli con le persone presenti e lontane.
Ora e’ giunto il momento di tirare le somme, di valutare cosa e’ stata realmente per me questa esperienza, cosa mi ha dato, dove mi ha cambiata e migliorata e quale apporto ho dato io alla missione; se quello che pensavo all’inizio, prima di partire, alla fine e’ ancora quello che penso.... insomma adesso il mio cervello e’ come un vulcano in eruzione....
Adesso e’ arrivato il momento di pensare al “post-volontariato”, al dover trovare la forza di salutare tutte le amicizie create in un anno e soprattutto tutti i bambini con cui ho passato la maggior parte del mio tempo.
Sara’ un obiettivo anche pensare a come essere utile poi, continuare ad essere attiva e partecipe anche dall’Italia, non fare diventare questa esperienza come fine a se stessa.
Sara’ difficile anche il dovere riorganizzare e riadattarmi alla vita italiana e riadattarmi ai ritmi.
Pero’ in questo anno, grazie a tante splendide persone ho imparato ad essere piu’ forte e tenace e che se si ha ben chiaro in mente dove si vuole arrivare e cosa si vuole raggiungere, si riesce ad ottenerlo, seppure con sacrifici.
E’ un dispiacere dover scrivere una delle ultime mail dalla Colombia, non pensavo di affezionarmi cosi tanto a questa terra da dover essere poi difficile salutarla.
Dall’altro lato pero’ sono contenta e non vedo l’ora di riabbracciare tutta la mia famiglia e i miei amici che sempre mi sono stati accanto e mi hanno pensata; inoltre non vedo l’ora di poter condividere con altri questa mia esperienza, le emozioni che ho vissuto, trasmettere loro cio’ che ho imparato e visto, far conoscere questa realta’, di cui si conosce poco, che sta crescendo.
Concludendo posso dire che sono soddisfatta della scelta fatta un anno fa, non posso negare che ci sono stati momenti difficili, sarei ipocrita a dire il contrario, ho passato momenti in cui mi sentivo inadeguata, a volte incapace quasi, pero’ sono proprio questi momenti, il superarli, che ti fanno crescere e rendere maturi.
La cosa che mi rende orgogliosa e’ che, nonostante tutto, in questi 12 mesi mai mi e’ venuto il pensiero di ritornare sui miei passi e di chiedermi “ma chi me l’ha fatto fare di venire qui”
... Quindi e’ proprio vero... le motivazioni sono importanti, ti aiutano ad andare avanti e non mollare e credere fino in fondo a quello che fai e vuoi.
Spero di avere la possibilita’ di vivere un’altra esperienza come questa che ho vissuto.... Spero un giorno di potervi scrivere un’altra mail dalla Colombia, per potervi raccontare dei cambiamenti avvenuti, di come sono cresciuti questi bimbi, il Centro Piloto, le scuole e tutta la mision cucuta....
Vi mando un abbraccio
E questa volta si’ posso dirvi...... ci vediamo presto!!!!!
Daniela
giovedì 9 aprile 2009
Nel tuo deserto, una voceEntrare in un deserto, qualunque esso sia, ti pone davanti a te stesso. E ti ricorda quanto ogni vita umana sia una vocazione. Una chiamata di Dio.
Da quando sei nato, si introduce in te come voce misteriosa e interiore, limpida come una sorgente. Una voce che ti incanta, dicendo proprio il tuo nome e ti ripete: « Vivi e fa’ vivere! » Sì, perché è il Dio della vita, che ti chiama. È il Dio della creatività, della bellezza, della grandezza d’animo, della parola sincera che parla a te. Altre voci, per quanto seducenti, non sono la sua.
Ti chiama a essere te stesso, interamente te stesso: il meglio di te. Come sementi di un mondo nuovo ha seminato in te l’intuizione, il desiderio di amare, il coraggio, la compassione, la forza d’animo…Ogni dono che possiedi dovrà servire a costruire, non a distruggere. Costruire, così, una famiglia, una persona che ami o la comunità dove vivi.
Sì, perché è il Dio della comunione, che ti chiama, il Dio della condivisione. Ti chiama a essere grande, a saperti fare in cento per far vivere l’altro o far vivere un progetto, oppure un ideale che condividi con altri.
È il Dio della felicità che ti chiama a vivere. Ti chiede di essere felice di quello che hai e di quello che sei, ma, soprattutto, di fare felici le persone con cui vivi. Ti chiama a fiorire proprio là, dove sei piantato, in una vita di famiglia, di comunità o di coppia.
Ti chiama a fiorire, ma anche a lottare, l’uno non va mai senza l’altro. Lottare, così, contro le ingiustizie quotidiane, le esclusioni, le dimenticanze dell’altro e della sua dignità. Lottare contro il fare o il pensare ognuno per il proprio interesse. Sono questi, infatti, gli ostacoli sul tuo cammino. Essi impediscono che il luogo dove tu vivi sia umano, sano e fraterno.
Ma tutto questo in nome del tuo Dio. Colui dalle cui mani sei, un giorno, uscito e alle quali, un altro giorno, ritornerai. Chiamato ancora teneramente con il tuo bel nome che, tantissimi, hanno pronunciato con indifferenza, qualcuno con amore.
In fondo, fra tante oasi incontrate, la tua vita resterà pur sempre un deserto, attraversato con coraggio e fiducia, a volte immensi. Se avrai accolto quella voce.
I migliori auguri di Pasqua
Testo tratto da “Parole dal deserto, Incontri di conversione” di Renato Zilio Paoline Ed. 2009, prefazione cardinale Georges Cottier (Collana Fotolibri)
Foto di Leonardo Contreras
venerdì 20 marzo 2009
Condivisione da Cucuta
Le impressioni che giungono ora dai volontari a Cucuta sono tuttora in continua evoluzione e cambiamento nelle attuali esperienze di un anno di Daniela, dei 3 mesi di Francesco e dei sei mesi di Deborah.
Siamo immersi nell’ambiente delle ludiche, delle scuole, e delle attività che quì si sviluppano, con le varie problematiche che ci immergono di più in questa realtà, dove ogni giorno ci mettiamo in gioco, ritornando un po’ bambini e dimenticando freni e limiti che prima di arrivare ci caratterizzavano. Ogni giorno e’ una continua scoperta di noi stessi , della gente che incontriamo, e dei bimbi che cerchiamo di ascoltare e conoscere mettendosi “ en los zapatos de los demas” ( nei panni dell’altro).
Riusciamo cosi a conoscere la realta’ e la quotidianita’ delle famiglie colombiane, vista dagli occhi dei piu’ piccoli, ma non solo, con la nuova collaborazione di alcune ragazze locali con noi volontari, il confronto e l’interscambio diventa uno stimolo arricchente e fruttifero per entrambe le parti.
E' gratificante quando una mamma condivide con noi l’importanza che hanno avuto i volontari nell’aiutare il proprio figlio a migliorare sia nell’ambito relazionale, che in quello scolastico. E' altrettanto gratificante contribuire al buon andamento dei progetti che ci sono con idee, consulenze o semplicemente con quello che sai fare. Continua ad essere stimolante per noi sentire che la gente dei barrios non e’ indifferente al passaggio di tutti gli “italiani” ma ricordano con orgoglio e molta nostalgia tutti i loro nomi facendoli diventare presenza viva e vicina ogni qualvolta arriva un nuovo volontario.
Si forma cosi’ una grande famiglia nella quale prevale la spontaneita’ e l’affetto gratuito, come anche gli istinti e i conflitti che aiutano a crescere.
Sono questi i veri motivi che ci spingono a trasmettere l’immagine di una Colombia ricca dal punto di vista della natura e del territorio, tanto da quello delle persone e della loro calorosa accoglienza.
Colombia e’ sicuramente un Paese con i suoi contrasti, come molti altri, non per questo pero’ ci dobbiamo fermare solo agli aspetti negativi. Il nostro contributo certo non si esaurira’ con l’esperienza sul posto ma continuera’ anche dopo il rientro, testimoniando cio’ che di bello questa terra ci ha regalato e la svolta che ha dato alle nostre vite, facendo cosi’ superare stereotipi e pregiudizi.
Da Cucuta,
Daniela, Francesco e Deborah
20 marzo 2009
Siamo immersi nell’ambiente delle ludiche, delle scuole, e delle attività che quì si sviluppano, con le varie problematiche che ci immergono di più in questa realtà, dove ogni giorno ci mettiamo in gioco, ritornando un po’ bambini e dimenticando freni e limiti che prima di arrivare ci caratterizzavano. Ogni giorno e’ una continua scoperta di noi stessi , della gente che incontriamo, e dei bimbi che cerchiamo di ascoltare e conoscere mettendosi “ en los zapatos de los demas” ( nei panni dell’altro).
Riusciamo cosi a conoscere la realta’ e la quotidianita’ delle famiglie colombiane, vista dagli occhi dei piu’ piccoli, ma non solo, con la nuova collaborazione di alcune ragazze locali con noi volontari, il confronto e l’interscambio diventa uno stimolo arricchente e fruttifero per entrambe le parti.
E' gratificante quando una mamma condivide con noi l’importanza che hanno avuto i volontari nell’aiutare il proprio figlio a migliorare sia nell’ambito relazionale, che in quello scolastico. E' altrettanto gratificante contribuire al buon andamento dei progetti che ci sono con idee, consulenze o semplicemente con quello che sai fare. Continua ad essere stimolante per noi sentire che la gente dei barrios non e’ indifferente al passaggio di tutti gli “italiani” ma ricordano con orgoglio e molta nostalgia tutti i loro nomi facendoli diventare presenza viva e vicina ogni qualvolta arriva un nuovo volontario.
Si forma cosi’ una grande famiglia nella quale prevale la spontaneita’ e l’affetto gratuito, come anche gli istinti e i conflitti che aiutano a crescere.
Sono questi i veri motivi che ci spingono a trasmettere l’immagine di una Colombia ricca dal punto di vista della natura e del territorio, tanto da quello delle persone e della loro calorosa accoglienza.
Colombia e’ sicuramente un Paese con i suoi contrasti, come molti altri, non per questo pero’ ci dobbiamo fermare solo agli aspetti negativi. Il nostro contributo certo non si esaurira’ con l’esperienza sul posto ma continuera’ anche dopo il rientro, testimoniando cio’ che di bello questa terra ci ha regalato e la svolta che ha dato alle nostre vite, facendo cosi’ superare stereotipi e pregiudizi.
Da Cucuta,
Daniela, Francesco e Deborah
20 marzo 2009
martedì 17 febbraio 2009
mercoledì 11 febbraio 2009
Anche Francesco dà notizie da Cucuta...
Oh eccomi quà, dopo tanti giri, vicessitudini, indecisioni.
Sono a cucuta e l'accoglienza quì è stata degna degli scalabriniani! Ho trovato un ruolo finalmente, dopo molti momenti dove non riuscivo a trovare un'identità. Adesso mi occupo dei computer e ho la bella impressione di essere utile per tutto quello che svolgono quì...
Il progetto quì in colombia è molto esteso, hanno scuole che contano 4000 alunni tra liceo asilo elementari, 4 mense per bambini o persone desplasados, collaborazioni... Ed è quello che stanno cercando di fare anche a Tibu un paese distante 110 km da quì. Ma cosa ti dico a fare, lo conosci meglio di me!
Ormai mi sento di famiglia anche se in questo porto di mare la gente va e viene per cui più che famiglia mi sento al bar! Ho preso confidenza con la lingua grazie anche alle lezion i prese in italia.
Ho fatto anche da fotografo e da animatore, ma in casi sporadici.
Sicuramente le occasioni non mancheranno!
padre Francesco è molto in gamba, d'altronde con un nome così.. :-)
Mio papà mi ha chiesto se quanto regresso in italia mi faccio missionario!
La vita quì mi piace, ma come dite voi, non tengo vocazione.
La mancanza di venezia si è fatta sentire molto le prime settimane, poi ci si abitua anche se un pochino, non passa mai...
Deborah e Daniela sono ottime compagne di esperienza, anche se quì ho legato un pò con tutti....
Bene Enrica, non posso far altro che ringraziarti, mi farò risentire spero presto! Scusa del ritardo!
un abbraccio!!!!
Francesco
Sono a cucuta e l'accoglienza quì è stata degna degli scalabriniani! Ho trovato un ruolo finalmente, dopo molti momenti dove non riuscivo a trovare un'identità. Adesso mi occupo dei computer e ho la bella impressione di essere utile per tutto quello che svolgono quì...
Il progetto quì in colombia è molto esteso, hanno scuole che contano 4000 alunni tra liceo asilo elementari, 4 mense per bambini o persone desplasados, collaborazioni... Ed è quello che stanno cercando di fare anche a Tibu un paese distante 110 km da quì. Ma cosa ti dico a fare, lo conosci meglio di me!
Ormai mi sento di famiglia anche se in questo porto di mare la gente va e viene per cui più che famiglia mi sento al bar! Ho preso confidenza con la lingua grazie anche alle lezion i prese in italia.
Ho fatto anche da fotografo e da animatore, ma in casi sporadici.
Sicuramente le occasioni non mancheranno!
padre Francesco è molto in gamba, d'altronde con un nome così.. :-)
Mio papà mi ha chiesto se quanto regresso in italia mi faccio missionario!
La vita quì mi piace, ma come dite voi, non tengo vocazione.
La mancanza di venezia si è fatta sentire molto le prime settimane, poi ci si abitua anche se un pochino, non passa mai...
Deborah e Daniela sono ottime compagne di esperienza, anche se quì ho legato un pò con tutti....
Bene Enrica, non posso far altro che ringraziarti, mi farò risentire spero presto! Scusa del ritardo!
un abbraccio!!!!
Francesco
Posta per i volontari da Daniela
Ciao carissimi amici.....
Vi scrivo per darvi alcuni aggiornamenti da Cucuta.
Le attivita’ di lúdica nei Barrios Brisas, Scalabrini e Simon Bolivar inizieranno lunedi’ 16 febbraio;quindi in quest a settimana stiamo organizzando e preparando materiale, giochi e attivita’ da fare ai bambini. Inoltre e’ prevista per questa settimana, inizieremo domani, una “pubblicita’” nei barrios sulla “nuova lúdica”.
La settimana scorsa invece, Leonardo ha fatto ai nuovi educatori, che andranno a lavorare nelle ludiche, un corso di capacitazione a cui abbiamo partecipato anche Deborah ed io. In questo corso si e’ parlato dei vari aspetti da tenere in considerazione quando si lavora con il bambino e i vari giochi che si possono svolgere mirati allo sviluppo cognitivo, emozionale, relazionale e creativo de los niños.
Sono stati incontri molto interessanti, sia per iniziare ad approcciarsi con i nuovi ragazzi con cui lavoreremo, sia perche’ e’ stato un corso “interattivo” basato sugli interventi, dinamiche e partecipazione di tutti i presenti; ma soprattutto perche’ quando si parlava di determinate cose o situazioni io le collegavo alle esperienze vissute in questi 7 mesi…
…7 mesi…si, sono gia’ passati sette mesi e a dire la verita’ non me ne sono neanche resa conto, il tempo e’ volato, tra momenti di nostalgia di casa e momento di entusiasmo e felicita’ nell’essere qui a fare questa esperienza fantástica e indimenticabile.
Gennaio per me e’ stato il giro di boa, trascorsi 6 mesi me ne aspettano altri 6….
Gennaio e’ stato il mese del benvenuto a Deborah e Francesco e il mese della despedida de mi amiga Lucia.
Febbraio sara’ invece il mese degli inizi, iniziera’ come gia’ detto la lúdica e non vedo l’ora di riprendere a lavorare con tutti i bimbi, che in dicembre tra novena e natale mi hanno tolto le forze, ma che ora mi ricaricheranno le batterie e mi daranno l’energia per terminare l’anno, grazie ai loro sorrisi, abbracci e sguardi cosi’ carichi di affetto e cariño.
Appena inizieranno le attivita’ vi inviero’ qualche foto nuova….
UN BESO GRANDE Y UN ABRAZO
Daniela
P.S.Volete sapere cosa ho imparato di nuovo la settimana scorsa??!! A giocare a Briscola…..
……ditemi voi se e’ possibile essere veneta e non saper giocare a briscola, ma soprattutto imparare in Colombia…..que vergüenza ¡!!!!!!!
Vi scrivo per darvi alcuni aggiornamenti da Cucuta.
Le attivita’ di lúdica nei Barrios Brisas, Scalabrini e Simon Bolivar inizieranno lunedi’ 16 febbraio;quindi in quest a settimana stiamo organizzando e preparando materiale, giochi e attivita’ da fare ai bambini. Inoltre e’ prevista per questa settimana, inizieremo domani, una “pubblicita’” nei barrios sulla “nuova lúdica”.
La settimana scorsa invece, Leonardo ha fatto ai nuovi educatori, che andranno a lavorare nelle ludiche, un corso di capacitazione a cui abbiamo partecipato anche Deborah ed io. In questo corso si e’ parlato dei vari aspetti da tenere in considerazione quando si lavora con il bambino e i vari giochi che si possono svolgere mirati allo sviluppo cognitivo, emozionale, relazionale e creativo de los niños.
Sono stati incontri molto interessanti, sia per iniziare ad approcciarsi con i nuovi ragazzi con cui lavoreremo, sia perche’ e’ stato un corso “interattivo” basato sugli interventi, dinamiche e partecipazione di tutti i presenti; ma soprattutto perche’ quando si parlava di determinate cose o situazioni io le collegavo alle esperienze vissute in questi 7 mesi…
…7 mesi…si, sono gia’ passati sette mesi e a dire la verita’ non me ne sono neanche resa conto, il tempo e’ volato, tra momenti di nostalgia di casa e momento di entusiasmo e felicita’ nell’essere qui a fare questa esperienza fantástica e indimenticabile.
Gennaio per me e’ stato il giro di boa, trascorsi 6 mesi me ne aspettano altri 6….
Gennaio e’ stato il mese del benvenuto a Deborah e Francesco e il mese della despedida de mi amiga Lucia.
Febbraio sara’ invece il mese degli inizi, iniziera’ come gia’ detto la lúdica e non vedo l’ora di riprendere a lavorare con tutti i bimbi, che in dicembre tra novena e natale mi hanno tolto le forze, ma che ora mi ricaricheranno le batterie e mi daranno l’energia per terminare l’anno, grazie ai loro sorrisi, abbracci e sguardi cosi’ carichi di affetto e cariño.
Appena inizieranno le attivita’ vi inviero’ qualche foto nuova….
UN BESO GRANDE Y UN ABRAZO
Daniela
P.S.Volete sapere cosa ho imparato di nuovo la settimana scorsa??!! A giocare a Briscola…..
……ditemi voi se e’ possibile essere veneta e non saper giocare a briscola, ma soprattutto imparare in Colombia…..que vergüenza ¡!!!!!!!
martedì 3 febbraio 2009
Arrivo in Italia!!!!!!

Che dire del mio arrivo in Italia.....che è stato bellissimo!!!! All'aeroporto ho trovato mia mamma e mia sorella Angela ad attendermi....mentre arrivata a casa ho trovato l'altra mia sorella, Federica, i miei nipotini Matteo e Giulia e tutti i miei amici che mi avevano organizzato una festa a sorpresa.....che emozione!!!! Un ritorno in Italia col botto insomma......
Sabato sera poi mi hanno organizzato un'altra festa in cui ho rivisto un sacco di amici tra cui gli amici "Ascs" ......che emozione!!!!!!! .....e che bello tutto questo affetto!!!!! Ti scalda il cuore......
Il ritorno in Italia finora è stato questo, godere dei miei affetti, della mia stupenda famiglia, dei miei amici che mai in questo anno mi hanno fatto mancare il loro affetto, di tutte le persone a cui voglio bene e che mi vogliono bene....
E poi devo anche dire che non disdegno il mio letto......la doccia calda.....il formaggio ......la pizza.....il vino.....insomma......in due settimane penso ingrasserò e riprenderò i chili persi in quest'anno....e vabbè!!!!!!
Per il momento sto riappropriandomi della mia vita italiana.....anche se quando il mio pensiero vola alla Colombia il mal di cuore riaffiora.....però è la vita.....
Un bacio da Lucia
Despedida de Bogotà......

Ciao a tutti cari amici......
vi scrivo dall'Italia dove sono tornata proprio una settimana fa......ho deciso di dividere il mio intervento in due parti.....qui vi parlo della despedida..... Lasciare la Colombia è stato come strappare un pezzo del mio cuore e vi assicuro che ha fatto abbastanza male.......
Lasciare il mio barrio Lisboa, i bambini, le donne con cui ho condiviso tante cose belle e brutte in questo anno......salutare i ragazzi del nido con cui ho lavorato quest'anno è stata dura...... salutare Nancy, Carlos, Wilson...... Yusely con cui abbiamo lavorato fianco a fianco ogni giorno quest'anno è stata durissima....Ho stabilito con loro un rapporto molto profondo.....fatto di discussioni, di confronti, di sorrisi, di risate franche, di momenti di gioia in cui gasati ci abbracciavamo, di tanti momenti speciali che ora scorrono nella mia mente come un film che stai rivedendo....uhiiiii.......
Lasciare amici speciali come Alcedir, Vincenzo, Chuy, ....e molti altri con cui ho condiviso il nostro essere stranieri e migranti in una terra come la Colombia con le sue difficoltà, le sue contraddizioni, ma anche le sue scoperte e le sue gioie...... Lasciare i miei due padrecitos di Lisboa, P.Isaia e P. Maurizio che sono stati i miei angeli custodi in questo anno, la mia spalla su cui piangere quando stavo male.....ma anche i miei due complici di tante risate e racconti alla sera, quando stanca andavo nel loro appartamento a bere il caffè e raccontarci le nostre giornate......uhi.....que nostalgia.......
Lasciare la gente di Lisboa che mi aveva accolto come una di loro e mi ha coccolato per un intero anno....la cara Maria Eugenia e tutta la sua famiglia, Hernando, Marcela e i loro sei bambini terribili ma bellissimi.........tutta la gente della parrocchia.....persino il fruttivendolo e il signore del supermercato mi mancheranno.....con la loro gentilezza e questa maniera sempre simpatica di servirti e ossequiarti....vedi las granadillas del frutero che oramai mi uscivano dagli occhi....ahahah......
Lasciare questa terra che mi ha dato tanto in questo anno......mi ha insegnato la pazienza, la gioia delle piccole cose, ma anche mi ha fatto provare tanta rabbia quando vedevo come questa guerra di 50 anni abbia rubato ai colombiani la cosa più bella.....i sogni....... Ho combattuto, cercato di dare un pò di mio x riaccendere la speranza in queste persone che meritano un futuro diverso da questo presente così difficile ed incerto.......
Torno a casa con tanta gioia, con il cuore pieno di volti, di storie, di amicizie e di gioia per questo anno speciale, con tanta voglia di continuare nel mio impegno per loro raccontando la "mia" Colombia dando così continuità a questa voglia di aprire gli occhi e combattere per gente che non ha avuto la mia stessa fortuna......
Metto la ultima foto scattata in Colombia......prima di entrare nella zona riservata ai viaggiatori.....foto che racchiude tante lacrime di quel momento....un senso di tristezza per qualcosa di speciale che stava finendo.....ma anche la testimonianza di tante belle amicizie nate in questo anno......grazie cari amici!!!!!
Hasta luego Colombia........
Lucia
venerdì 30 gennaio 2009
News da Cucuta
Cari volontari partenti, pensanti-partenti e rientrati,
E’ la mia terza settimana qui a Cucuta e gia’ ho un bel po’ da raccontarvi!
La prima settimana sono stata coinvolta in un bel ‘viaggio safari’ nella natura incontaminata Della missione di Tibu’, dove era necessario riorganizzare e risistemare fisicamente la scuola e le mense nei quartieri. Qui per due mattinate ho conosciuto alcuni bambini del posto perche’ con Daniela e Leonardo abbiamo fatto un po’ di attivita’ e giochi.
I bambini aspettano con entusiasmo i volontari ed erano parecchio dispiaciuti nel vederci ripartire dopo qualche giorno passato insieme nella scuola.
Dopo il rientro a Cucuta, ho avuto modo di conoscere meglio la mi anuova famiglia colombiana, le persone che ruotano attorno alla parrocchia e che collaborano con i padri, ho iniziato ad conoscere qualche zona nuova della citta’ e qualche giorno ho dovuto pure dedicarlo alla febbre che pure se qui al sole e al caldo, ha voluto sorprendermi.
In questi giorni a Cucuta sono ricominciate le scuole, dopo la pausa invernale, e si cominciano a vedere i ragazzi con le diverse uniformi girare nei quartieri. Le ludiche con i bambini cominceranno verso meta’ febbraio, nel frattempo si sta organizzando il gruppo di collaboratori locali che lavoreranno nelle ludiche e ai quali ci affiancheremo noi volontari. Presto comincera’ anche un corso di preparazione alle ludiche per il nuovo staff e sara’ certamente occasione per noi volontari di conoscere il nuovo gruppo e di collaborare, con l’obiettivo di dare quest’anno alle ludiche una sfumatura nuova e piu’ solida.
Sono entusiasta e non vedo l’ora che comincino le attivita’ nei vari barrios per conoscere piu’ da vicino le diverse realta’, i bambini, i ragazzi e per migliorare il mio spagnolo e renderlo meno spagnolo e piu’ cucuteño! ;-)
La citta’ e’ sempre viva e la musica e’ una constante a tutte le ore e a tutti i giorni, nella tavola colombiana non mancano mai riso, pollo, patate e i fantastici succhi fatti in casa con qualsiasi frutto, in particolare quelli tropicali…alla sera invece sismo noi volontari italiani a scervellarci con le nostre ricette e si cerca di dosare con cura il caro parmigiano, i salami e le sopresse!
Un abbraccio fortíssimo a tutti coloro che in terra e fuori sostengono i nostri progetti
..a presto
Deborah
E’ la mia terza settimana qui a Cucuta e gia’ ho un bel po’ da raccontarvi!
La prima settimana sono stata coinvolta in un bel ‘viaggio safari’ nella natura incontaminata Della missione di Tibu’, dove era necessario riorganizzare e risistemare fisicamente la scuola e le mense nei quartieri. Qui per due mattinate ho conosciuto alcuni bambini del posto perche’ con Daniela e Leonardo abbiamo fatto un po’ di attivita’ e giochi.
I bambini aspettano con entusiasmo i volontari ed erano parecchio dispiaciuti nel vederci ripartire dopo qualche giorno passato insieme nella scuola.
Dopo il rientro a Cucuta, ho avuto modo di conoscere meglio la mi anuova famiglia colombiana, le persone che ruotano attorno alla parrocchia e che collaborano con i padri, ho iniziato ad conoscere qualche zona nuova della citta’ e qualche giorno ho dovuto pure dedicarlo alla febbre che pure se qui al sole e al caldo, ha voluto sorprendermi.
In questi giorni a Cucuta sono ricominciate le scuole, dopo la pausa invernale, e si cominciano a vedere i ragazzi con le diverse uniformi girare nei quartieri. Le ludiche con i bambini cominceranno verso meta’ febbraio, nel frattempo si sta organizzando il gruppo di collaboratori locali che lavoreranno nelle ludiche e ai quali ci affiancheremo noi volontari. Presto comincera’ anche un corso di preparazione alle ludiche per il nuovo staff e sara’ certamente occasione per noi volontari di conoscere il nuovo gruppo e di collaborare, con l’obiettivo di dare quest’anno alle ludiche una sfumatura nuova e piu’ solida.
Sono entusiasta e non vedo l’ora che comincino le attivita’ nei vari barrios per conoscere piu’ da vicino le diverse realta’, i bambini, i ragazzi e per migliorare il mio spagnolo e renderlo meno spagnolo e piu’ cucuteño! ;-)
La citta’ e’ sempre viva e la musica e’ una constante a tutte le ore e a tutti i giorni, nella tavola colombiana non mancano mai riso, pollo, patate e i fantastici succhi fatti in casa con qualsiasi frutto, in particolare quelli tropicali…alla sera invece sismo noi volontari italiani a scervellarci con le nostre ricette e si cerca di dosare con cura il caro parmigiano, i salami e le sopresse!
Un abbraccio fortíssimo a tutti coloro che in terra e fuori sostengono i nostri progetti
..a presto
Deborah
martedì 27 gennaio 2009
News da Cape Town

Lawrence House, Cape Town, 21 january 2009
ciao a tutti voi dell' ASCS!
eccomi qua dopo la mia "prima" settimana qui in casa, mi prendo un pochino di tempo per raccontarvi qualcosina...
le virgolette di prima sono d'obbligo perchè effettivamente questa è la prima settimana dal mio ritorno in questa città, fra queste mura... e che grande emozione tornare, dopo due anni, a vivere con questi ragazzi! forse anche qualcuno di loro non si aspettava che tornassi, e i primi giorni sono serviti a me e a loro per "studiare" ancora una volta i nostri cambiamenti... ed alla fine invece eccomi qui pronto per mettermi all'opera!
Tante cose sono cambiate qui alla Lawrence House, il progetto è cresciuto e si è strutturato in modo da correggere ciò che non funzionava, per lavorare in modo più adeguato e secondo le esigenze dei ragazzi... lo staff della casa ora non è composto solo da noi volontari residenti qui (siamo in tre: io, Romina "the boss" e Carla una ragazza dall'Equador che viove a Chicago e che grazie ai padri scalabriniani presenti li, è riuscita ad arrivare fin qua... insomma davvero ce n'è per tutti i gustie la casa si colora sempre più di tutte le sfumature che ognuno porta con sè!), oltre a noi, come dicevo, ci sono due educatrici sudafricane Aunty K e Leticia, e "Mr. T"l'housefather, presenze importanti e punti di riferimento fondamentali per i ragazzi. Come sempre poi non manca il viavai di volontari che aiutano i nostri ragazzi con i compiti per casa, quelli che invece cucinano...insomma il progetto cresce ...e crescono pure i ragazzotti!
Mamma mia se sono cresciuti! i grandi di due anni fa hanno finito le scuole superiori ed hanno preso definitivamente la loro strada: chi ha continuato gli studi ed ora frequenta l'università, chi lavora, chi incide CD, chi è tornato nella propria patria, e chi, ci ha regalato una dolce sorpresa, Shakira, splendida bimba di 4 mesi che è a tutti gli effetti la bambolotta della casa (è bello vedere che, quando viene a trovarci con Lorian, la madre, tutti i nostri si prendono cura di lei, fanno tenerezza...ah se fossero sempre così!!!).
La cosa più impressionante è però quanto e come siano cresciuti quelli che pochi anni fa erano i piccoletti e che ora poi tanto piccoli non sono! le ragazze sono ora signorine tutte precisine, sempre intente a sistemare le loro stanze con posters foto e poesie, e perchè no, pronte a "comandare" quei poveri tontoloni dei ragazzi che, sebbene siano diventati più alti di me, a volte ci sembrano tanti bambinoni... che ridere!!!
Ed ora vi racconto un po' delle new entry nella casa. Allora, siccome gioustamente i piccoli di un tempo sono ora cresciuti, sono arrivati in casa due nuovi bimbi congolesi, Benny di 8 anni e Tommy di 6, il più piccolo, che è diventato subito la mascotte della casa e tocca fare attenzione perchè ha la capacità di dormire dovunque, sulla scala, in mezzo al corridoio o sulla soglia della sua cameretta! da qualche settimana poi, stiamo ospitando 3 sorelle dallo Zimbabwe, nate in pakistan che, arrivate a Cape Town con la madre avevano bisogno di un posto dove stare... insomma anche sta famiglia di matti è cresciuta senza mai smentirsi!
Da pochi giorni poi i ragazzi hanno cominciato la scuola dopo le vacanze estive, è stato bello vedere l'emozione e la "paura" di chi per la prima volta doveva andare alla High School, è bello vedere l'impegno che da subito tutti mettoni nei compiti... Yolanda, una delle nostre grandi, invece ha cominciato il suo ultimo anno e sembra tutta impaziente di fare bene sì, ma soprattutto di partecipare al ballo di fine anno (cavoli ha appena cominciato!!!) e poi da ultimi ma non per importanza i piccoli della primary school che, con gli zaini pieni di non so che, ma così orgogliosi di cominciare la scuola!
Insomma tante cose sono cambiate ma sembra di non essere mai andato via da questa casa, da questa famiglia tutta speciale! è stato emozionante riabbracciare ognuno di loro e ritrovare tante persone conosciute che si ricordano di me!
Ora però, dopo una settimana di sveglia biologica e di relativa tranquillità comincia il lavoro vero, sveglia alle sei meno un quarto, panini da imburrare, frutta da lavare, pentoloni di riso, hotdogs ed hamburger, pasta e insomma...
al servizio! comandi!
Spero che, come detto prima di partire, si riesca in qualche modo a condividere con chi sta dall'altra parte del mondo ogni emozione, ogni stimolo...per crescere ancora di più!
un abbraccio a tutti da Cape Town!
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domenica 11 gennaio 2009
Adivina Quien?...
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