lunedì 29 dicembre 2008

Per ricordarci


che stiamo lavorando per loro..
Buon Anno a Tutti!

domenica 21 dicembre 2008

arrivano le vacanze

Allora... tutti pronti a staccare la spina per qualche giorno?
Io lavoro ancora domani e poi vacanze fino al 6 gennaio, andrò a Barcellona qualche giorno, con partenza il giorno di Natale, giusto per respirare un pò d'aria diversa, certo non sarà un Natale come quello passato a Cùcuta, ma non potendo cambiare le cose mi devo accontentare.
Voi come vi state organizzando?

martedì 9 dicembre 2008

Tempo di partenze e di ritorno...un salto nella vita

Carissimi...vi dedico questo salto di gioia!
é tempo per Francesco e Deborah di partire...e di scoprire nuove avventure, di viviere un'esperienza di volontariato unica e che lascerà nelle loro vite un segno...
è tempo per Lucia e Daniela...di tornare...o chissà di prolungare...e di dare maggiore profondità all'esperienza vissuta e fare delle scelte che avranno maggiori risvolti nella loro vita.
Quindi così con affetto e semplicità vedendo questa foto ho pensato a tutti voi che state facendo un salto nella vostra vita....e anche a chi in terra di missione sta riscoprendo se stesso...la bellezza della vita e assaporando ogni giorno il cammino che sta percorrendo.
Un abbracciooo e buon viaggio nell'essenza della vita!
Enrica

giovedì 20 novembre 2008

Scusate

l'assenza....ma mi rifaccio subito mandandovi un bel "polpettone".

Centro Piloto di Camilo Daza: un sogno che stiamo realizzando.
Qui nei barrios della missione fervono i preparativi, i cantieri sono aperti, un nome misterioso circola per i barrios: “Centro Piloto”. Gli abitanti dei barrios si domandano cos’e’? Dove sta? Arrivano curriculum di ragazzi che chiedono di lavorarci. Dietro la Chiesa scalabriniana del Barrio “Camilo Daza” una strana costuzione sta prendendo luce, prima un piano…poi un altro. Prima nascosta, adesso visibile, dal vicino Barrio “Brizas”, sino al piu’ lontano barrio “Simon Bolivar”. Ma cos’e’? Un idea? Un sogno che sta prendendo realta’? Un’utopía?
L’idea e’ nata dall’esperienza e dalla buona volonta’ delle persone che in questi anni hanno lavorato nella missione scalabriniana di Cucuta, ma anche grazie ai contributi, sempre utili, dei numerosi volontari che sono passati di qua, chi per pochi mesi, chi per tempi piu’ lunghi.
L’idea e’ quella di mettere insieme in un luogo, in uno spazio aperto alla gente, le esperienze di anni di lavoro con la gente desplazada.
Tante persone che sono arrivate in questi anni a Cucuta, alla ricerca di un posto dove ripararsi dai dolori, dalle lunghe traversie di una vita sempre in fuga, alla ricerca di un posto migliore dove vivere e che pensano di ricreare qui la propria esistenza sconvolta da anni di guerra, di violenza, di sopraffazione. Ma anche tanta gente che semplicemente vive in questi barrios marginali, perche’ non ha altra scelta, e si muove ormai in base alla legge del caso o della semplice sopravvivenza.
Cucuta e’ una della tappe di uno dei tanti “viaggi della speranza” che da sempre accompagnano la storia dell’uomo. Tuttavia la realta’ dei barrios e’ difficile, le case sono spesso fatiscenti e i servizi assenti o molto scarsi, la qualita’ della vita e’ molto bassa e molti sono gli episodi di violenza di vario tipo.
Anche se da anni i padri scalabriniani si adoperano, attraverso le scuole, le mense, le chiese e molteplici altre attivita’, per dare un aiuto concreto, oltre che spirituale, a questa gente, i problemi dei barrios sono ancora tanti. Tra la gente di barrios appare molto scarso il senso di comunita’ il senso di appartenenza, il senso di collaborazione. Troppe le emergenza, troppe le mancanze, troppe le perdite per costruire un senso di identita’. La gente non e’ ancora abituata a costruire, a guardare la realta’ in senso prospettico, a pensare ad un futuro, tutto e’ quotidiano: si vive alla giornata. Perche’ la gente ancora non ha, una base sicura concreta, ma anche psicologica dove appoggiarsi.
Qui i padri sacalabriniani da anni cercano di dare una risposta ai bisogni della gente desplazada, bisogni, per lo piu’ primari: un luogo per dormire, cibo, medicine, ma anche solidarieta’ e un conforto spirituale, sempre nella ricerca di un recupero della dignita’ umana.
Accrescere la capacità di una comunità vale a dire migliorarne l’abilità di agire per se stessa. E questo non significa solo incrementare i servizi per la collettività o le infrastrutture come le strade, gli impianti di risanamento, l'acqua, l'accesso all’istruzione e all’assistenza sanitaria ma creare un senso di comunita’: sviluppare l’empowerment psicosociale.
Il concetto di empowerment, nato dagli studi di psicología di comunita’ mira a promuovere il benessere individuale, gruppale e collettivo, attraverso un'opera "emancipatoria" e di forte carica sociale. La metodologia di empowerment, a differenza di un approccio basato sul “fare la carita’ mira a rafforzare la comunità limitando la sua dipendenza da risorse esterne. L’acquisizione di competenza, maggior fiducia in sé, miglior organizzazione non può avvenire per merito delle organizzazioni benefiche o per la donazione di risorse dall’esterno. Può essere si’ favorita da azioni “esterne” ma solo se tutti i membri della comunità vi partecipano sin dall’inizio, decidendo di intraprendere una determinata azione, identificando eventuali risorse sommerse interne alla comunità e sviluppando un senso di appartenenza e responsabilità verso le infrastrutture comunitarie dall’inizio alla fine dei progetti. Le azioni e gli interventi centrati sull’empowerment mirano a rafforzare il potere di scelta degli individui, migliorandone le competenze le conoscenze in un’ottica di emancipazione culturale e sociale.
Da questi presupposti nasce l’idea della creazione del Centro Piloto di Camilo Daza.
Il Centro piloto nasce dall’idea di creare nel barrio Camillo Daza, uno spazio, rivolto anche alle persone degli agli altri barrios della missione, dove poter fornire un’ulteriore aiuto alla gente dei barrios. La filosofía del centro e’ quella di un laboratorio di emancipazione e sviluppo dove, tutte le persone che vivono nel barrios, e tutte le figure professionali che in qualche modo ne sono coinvolte, possano fornire le loro competenze, esigenze o disponibilita’ per il miglioramento della qualita’ della vita dei barrios.
Il Centro Piloto sara’ dotato di una struttura propria che fungerà da centro di coordinazione e formazione per le differenti attività, in particolare le attività prettamente inerenti all’educazione. All’interno dello stesso si prevede una biblioteca, un sala studio, un’aula informatica utilizzabile per corsi di informatica e per consultazione del servizio internet, uno sportello di attenzione medica e legale per gli studenti e le loro famiglie e uno spazio sportivo.
Le finalità principali del Centro sono quelle di favorire l’apprendimento, la socializzazione e l’espressione emotiva dei bambini e adolescenti desplazados o comunque residenti nei barrios, promuovere la salute psicofisica dei bambini, sviluppare la genitorialità delle figure di attaccamento e fornire un supporto agli insegnanti attraverso uno sportello di consulenza o corsi di formazione.
Il Centro per conseguire i suoi obiettivi intende avvalersi della collaborazione delle realtà operanti sul territorio quali associazioni, enti pubblici o privati, università.
Il Centro sara’ dotato di una biblioteca e di una ludoteca per i bambini e i ragazzi che afferiscono alla scuole della missione ma anche per tutti i ragazzi dei barrios, una sala internet, spazi di lettura, ci saranno spazi per riunioni, spazi per teatro e proiezione di film, e per attivita’ sportive. Ma prima di tutto il centro di discussione de creazione di nuove idee per il miglioramento della qualita’ della vita dei barrios e per uno sviluppo della comunita’ nel suo insieme. Sono previsti degli spazi per fornire agli abitanti un’assistenza medica per la prevenzione primaria secondaria e terziaria e un’ assistenza legale. Ma sono previste anche mense ecc.
Scendendo nei dettagli la struttura prevede due piani, rispettivamente di 160 e di 260 metri quadri disponibili. Il primo piano sara’ adibito a Biblioteca (40 metri quadri), sala studio (80 metri quadri), due uffici per assistenza legale e psicologica, un bagno per disabili e due depositi, mensa e materiale artistico e sportivo. Il secondo piano sara’ adibito ad uffici per l’amministrazione (100 metri quadri), sala informatica e internet (125 metri quadri) sala convegno (40 metri quadri) e una terrazza con bagno. Infine lo spazio Centro Piloto prevede un’area sportiva polivalente (60 metri quadri), bagni per bambini e un area giochi con chiosco.
L’apertura del Centro Piloto e’ prevista per il mese di gennaio 2009.
Un altro obiettivo dei prossimi mesi che si sviluppera’ parallelamente alla nascita del Centro Piloto sara’ quello di sviluppare le attivita’ delle lúdicas.
Le lúdicas sono attivita’ di doposcuola nate sotto l’impulso di molti volontari che si sono susseguiti in questi anni nella missione di Cucuta. Sono nate per varie necessita’: fornire uno spazio di gioco a bambini che passano la maggior parte del tempo per strada e per aiutarli a fare i compiti. Negli ultimi tempi sono stati proposte in questi spazi, attivita’ di gioco strutturato, per favorire la socializzazione e lo sviluppo cognitivo ed emotivo dei bambini. Con la creazione del Centro Piloto, si pensa di dare un’organizzazione piu’ forte anche a queste attivita’. A tale proprosito si sta creando una programmazione, per migliorare questo tipo d’intervento.
Un ulteriore impegno che stiamo portando avanti in questi mesi e’ quello di selezionare e formare del personale che possa lavorare con i bambini nelle lúdicas. E’ previsto il rafforzamento delle Ludicas dei barrios Brizas, Scalabrini e Simon Bolivar e la creazione di una nuova lúdica proprio nel Centro Piloto di Camillo Daza.
Le idee non sono finite e parlando con Mirco e con il padre ne escono, come da un cilindro magico, sempre di nuove. Corsi di teatro, scuole d’ arte, ecc ecc. Nessuno ci ferma piu’. Speriamo bene!!!
Ah! Dimenticavo! Dal prossimo anno la Mision Cucuta prendera’ in gestione le attivita’ che padre Roberto ha sviluppato in questi anni di sua permanenza in Tibu’, nello specifico si prendera’ in carico la gestione ed amministrazione del Centro Educativo Scalabrini di Tibu’ e le sue tre mense.
Al piu’ presto scrivero’ aggiornamenti anche su questo.
Un saluto ai lettori. Sosteneteci!!!

Leo

domenica 16 novembre 2008

un anno fa...che nostalgia

Esattamente un anno fa ero in volo per la Colombia, con la testa piena di dubbi e timori per quello a che stavo per iniziare...3 mesi in una terra dalle 1000 soprese e che ha messo in discussione tutta la mia esistenza. Chi ha già fatto la mia stessa esperienza può capire a cosa mi riferisco, chi invece sta per partire...beh...vivetevi il periodo di missione a 360°, non ve ne pentirete.
Durante il corso ASCS consigliano di tenere un diario, di fissare emozioni e sensazioni, non so come, ma io ci sono riuscita e rileggere adesso quelle pagine, rivivo momenti che avevo quasi cancellato, rimpiazzati dai ricordi più recenti. In quelle pagine mi rivedo com'ero e com'è cambiato, col trascorrere del tempo, il mio modo di guardare e vivere ciò che mi stava intorno, insomma, un esperienza che mi ha messa difronte a dei limiti che non pensavo di avere, che mi ha aperto gli occhi facendomi vedere oltre il muro dell'apparenza e tolta la maschera che con gli anni mi ero creata, ho potuto vivere emozioni impensabili in tutte le sue forme. Voglio condividere con voi, ad un anno esatto dalla mia partenza, quello che ho scritto al mio arrivo a Bogotà e l'ultimo giorno, quando in aereo stavo per tornare a casa.
Bogotá, 17 novembre 2007 secondo giorno
Sono le 4:55 di mattina. Come ormai di consueto in queste ultime settimane, sto passando la notte in bianco, sveglia, con 1000 domande e 1000 dubbi su questa esperienza che sto per fare.
Sono qui nel mio letto nella casa scalabriniana di Bogotà, sveglia ormai da 3 ore, il fuso orario si fa sentire, se fossi a casa sarebbero le ore 8, ora ideale per alzarsi, ma qui, quando ho aperto gli occhi erano 6 ore indietro. Cosa si fa quando non si riesce a dormire e sono le 2 di notte? …Niente! Mi sono girata e rigirata nel letto, guardando le lancette che scandivano i minuti. In queste ore, sveglia, penso e ripenso a cosa son venuta a fare qui, chissà cosa mi immaginavo di Bogotà…non so… sarà la novità o solo la paura di dover fare i conti con una realtà tanto diversa dalla mia, ma quello che ho visto ieri, al mio arrivo in questa terra, non mi è piaciuto. Bogotà non mi piace! Usciti dall’aeroporto, subito un caos indescrivibile e poi tanta, tantissima gente, un via vai impressionante di persone, evidentemente non sono abituata a tutto il casino che si può trovare nelle grandi città, poi a mano a mano che ci si avvicinava alla missione, sempre più miseria e degrado, strade con delle buche pazzesche, dove qualsiasi auto italiana ci avrebbe lasciato non solo gli ammortizzatori, ma anche tutti gli airbag….da non credere, infine ci siamo fermati all’inizio di una via, il tassista si è rifiutato di imboccarla, quindi, pagata la corsa, ci siamo avviati a piedi. Ragazzi che strada! Un insieme di buche e pietre, sembrava quasi di camminare nel bel mezzo di un cantiere edile, la valigia con le ruote che non si poteva mettere a terra….mi sa che non si corre manco con la bici ed a pensarci bene non mi pare di averne viste in giro e poi ancora tanta gente che camminava, anche adesso, che sono nel mio letto, sento le persone che passano e muovono questo strato di pietre e mattoni rotti. Ma da che parte del mondo sono finita? Probabilmente sono solo molto spaesata e non riesco ad apprezzare nulla, di solito mi piacciono le tante bancarelle che affollano le città, ma ieri le ho guardate durante tutto il tragitto che mi portava dall’aeroporto a qua e sono rimasta allucinata…tutta questa novità mi spaventa, eppure sono in Colombia, esattamente nel posto che ho tanto desiderato. Santo cielo, ho perso il conto delle volte che ho sognato di posare i piedi in questa terra ed allora che mi sta succedendo? Dopo tanti sacrifici per fare questo viaggio, ora mi sento persa, mi mancano le persone care e se ci penso un po’ di più, mi viene il magone. Non lo so, ma se dicono che la “Colombia es pasion” qualcosa dovrà cambiare, forse devo solo aspettare che quel momento arrivi.
“Coraggio Manu, ancora questo sabato e poi domani si vola a Cùcuta”.
Sento che li, la mia esperienza prenderà la giusta direzione, troverò Leo che mi ha tranquillizzata prima di partire e mi darà una mano a conoscere questo nuovo posto.
Cùcuta, 15 feb. 2008 h: 07,45 92 giorni
PARTENZA. Aeroporto Camilo Daza.
E’ finita! Sono in aereo, direzione Bogotà, ancora tutta la giornata in terra colombiana e poi…chissà quanto potrò ritornarci, inutile dire che momento difficile sto vivendo, già la festa di addio di ieri sera mi aveva provata parecchio, sono riuscita a trattenere le lacrime anche se dentro mi sentivo morire…e non poter cambiare le cose…
L’aereo ha iniziato a muoversi in questo momento…non riesco neanche a spiegare quello che sto provando in questo preciso istante: dolore, disperazione, impotenza, …ho paura…non riesco più a dare un ordine ai miei pensieri, alle emozioni, sento solo una stretta fortissima al cuore, come se una fune stringesse a mano a mano che l’aereo si posiziona sulla pista…e chi s’immaginava una simile sofferenza…salutare gli amici un ora fa, a casa, è stato difficile, salutare Manuel, Valentin e Alex qui in aeroporto anche peggio……ho impresso nella mente tutto dolore che mi sta accompagnando lontano da Cùcuta ora che l’aereo sta accelerando sulla pista….PARTITI…guardo giù e mentre vedo i luoghi a me cari allontanarsi, non riesco a smettere di piangere.
…questo non è un addio Cùcuta, ci rivedremo un giorno. Promesso!
Bogotà, 15 feb. 2008 h: 22,50
Aeroporto El Dorado
Eccomi qua, imbarcata e seduta al mio posto, la partenza è prevista tra 10 minuti, direzione Madrid. Giornata lunghissima e molto tesa quella di oggi, lasciare Cùcuta questa mattina mi ha fatto troppo male anche se poi, una volta giunta a Bogotà, per prima cosa sono passata al Seminario di Filosofia ed ho ritrovato quasi tutti gli amici con cui avevo trascorso le feste di Natale. Che bello rivedere Willinton, John Jairo, Fabian, Wilson e poi i carissimi Mauricio e Michael è stato un momento bello e commovente in una giornata per me molto triste.
Con Michael e Padre Hector sono andata in centro a Bogotà, il primo giorno da turista in questa terra, a tratti sono riuscita anche a divertirmi, ma i miei pensieri tornavano spesso a Cùcuta…che fatica non piangere. P.Hector nel pomeriggio mi ha poi accompagnata al Barrio Lisboa, al Nido del Gufo, li ho cenato con Lucia, Enrica ed altri amici. …che strano ripercorre al rovescio il viaggio per Bogotà, non ho visto tutto il brutto che, spaventata al mio arrivo in Colombia, mi aveva impressionata, anzi, tutto mi è parso vivibile, accettabile, come può cambiare in 3 mesi il nostro modo di vedere ciò che ci circonda.
Arrivato il momento di partire, Padre Maurizio e Lucia, mi hanno riaccompagnata all’aeroporto, Enrica non ha avuto il coraggio di venire con noi e comunque avrò modo di rivederla molto presto in Italia e dopo i baci, abbracci e raccomandazioni mi sono avviata all’imbarco e qui sono ripiombata nella disperazione totale, mille ricordi hanno iniziato a scorrere uno dopo l’altro, il dolore solo assopito è riesploso…ora mi sento persa, sola e con un solo desiderio, ritornare a Cùcuta…a casa, rivedere tutti, riabbracciarli. …Dio… quanto vorrei essere li adesso.
L’aereo si muove, stiamo partendo, ho salutato Venezia 3 mesi fa quando iniziavo questo mio viaggio piena di sogni e di speranze, ora saluto la Colombia con un bagaglio di ricordi indimenticabili, con sogni realizzati e con altri inaspettati che mi hanno fatto vivere emozioni incredibili...Decollati!...Come ho salutato Cùcuta questa mattina, ora con le lacrime agli occhi saluto anche Bogotà…ma aspettami Colombia, perché ritornerò molto presto.
Adios Paese meraviglioso…
Adios Paese dalle mille sfaccettature e dalle mille sorprese.

giovedì 30 ottobre 2008

Parliamo di noi

Ciao a tutti, ultimamente il blog si sta un pò addormentando ed alla Reina Enrica la cosa non è sfuggita, dobbiamo rimediare prima che decida di pendere provvedimenti, quindi che ne dite se ogniuno racconta qualcosa, che ne so...magari cosa combina ultimamente, la cosa vale anche per chi è all'estero....inizio io:

Dopo il rientro da Cùcuta ho iniziato un nuovo lavoro, beh diciamo che il lavoro è praticamente lo stesso, ma la ditta è diversa e il mio fegato è tornato nella sua dimensione normale....dirigenza che non rompe troppo....colleghi fantastici...busta paga...azz...fa schifo come per la maggior parte degli italiani, però nell'insieme non mi posso lamentare.
Da circa un mese, sto frequentando 2 volte alla settimana un corso di spagnolo e mi rendo conto che gli errori linguistici acquisiti nei 3 mesi cucutegni, li ho ben radicati in me e non mi passa neanche per l'anticamera del cervello di rimpiazzarli con frasi corrette, la cosa rallegra immensamente la mia insegnante che si diverte ad ascoltare i miei monologhi che poi ribatte dicendo: "Ecco ragazzi, questo è lo spagnolo fai da te, la forma corretta invece è....bla..bla..bla....", la cosa importante è che comunque ho incuriosito tanto la pro,f che ha voluto l'indirizzo web ASCS ed è rimasta colpita dai nostri progetti, facendomi un sacco di domande sul volontariato, chissà che prima o poi non ci troviamo un insegnante di spagnolo tra di noi.

Chi è il prossimo che ha voglia di scrivere qualcosa? dai ragazzi, bastano 2 righe.


comunicazione di servizio per LUCIA che sta a Bogotà....ci sei?????
Un mio carissimo amico colombiano dopo 5 anni a Montebelluna, torna a casa. Lui è di Bogotà e parte il 2 nov, quindi domenica prossima, non tornerà in Italia,almeno per ora, ma voleva mantenere contatti con gli italiani a Bogotà, ho parlato di te e di P.Maurizio, te lo mando li al Gufo, ti va di incontrarlo? è un gran bel pezzo di figliolo, quindi vedi non saltargli addosso....ti passo il contatto? fammi sapere il prima possibile.ok???

mercoledì 15 ottobre 2008

Colombia......


Queridos amigos y amigas,

que tal? Da molto tempo non scrivo più nel blog....ed è una vergogna!! Così oggi ho deciso di rimediare e di raccontarvi un pò come procede qui a Bogotà.....

Il nostro lavoro al Nido procede bene, ci sono sempre molti bambini e molte donne che usufruiscono dei servizi di biblioteca, ludoteca e dei vari laboratori che dettiamo.....

Io ho cominciato un taller di rinforzo scolare e insegno matematica ed inglese....tutti quelli di voi che sono stati qui in Colombia hanno già una idea del livello che hanno i bambini di queste materie.....oddioooooo........ce la farò?????

Con l'equipe siamo in una fase di cambiamento che sta un pò rivoluzionando la nostra maniera di lavorare.....ma i cambiamenti non sempre sono negativi....stiamo prendendo sempre più coscienza dell'importanza del nostro lavoro per la comunità e di come dobbiamo impegnarci per dare sempre di più.....

Io sto benone, da quando sono arrivata a Gennaio penso questo sia il momento in cui ho preso più coscienza della mia esperienza e sto cercando di vivere tutto al meglio, assaporando fino in fondo questa opportunità che la vita mi ha dato.....

Un abbraccio a tutti voi e fatevi sentire nel blog!!!!!

Lucia

lunedì 1 settembre 2008

Un altro inizio

















Ristrutturazione de "la casita de los niños" barrio brizas.


I sentimenti smuovono le montagne

le parole smuovono gli animi

le azioni cambiano il mondo!

sabato 30 agosto 2008


lunedì 25 agosto 2008

Saluti da Daniela (12.07.08)

Ciao a tutti carissimi amici italiani, come state?
Mi fa strano scrivervi perche’ poco piu’ di tre mesi fa anch’io ero fra di voi ad ascoltare Enrica che leggeva le riflessioni dei volontari…..
Io comunque qui sto bene, ormai sono due settimane che sono a Bogota’ e mi sembra ieri di essere arrivata, essere uscita dall’aereoporto ed essere stata travolta da migliaia di stimoli , odori ( tra cui smog e buonissimi profumi di ottime pietanze), rumori ( clacson che suonano senza motivo, música che esce da ogni casa e negozio) e immagini( il fango del barrio, i bambini che giocano, il traffico a cui non ero assolutamente abituata,..).
Sono stata súbito accolta nel migliore dei modi e questo per me e’ stato importantissimo perche’ mi hanno fatto sentire subito a casa, sentendo cosi’ meno la mancanza dei miei amici e familiari( anche se naturalmente la nostalgia ogni tanto si sente, nonostante siano passate solo poche settimane). Qui in Colombia sembra di essere in un altro mondo , un mondo che comunque fin da súbito mi ha affascinato , un mondo che se lo si conosce bene ( io sto cercando di farlo grazie a Lucia, Yusely, Carlos, Wilson e al mitico Padre Maurizio e Isaia) nasconde tante contraddizioni ma anche tante meraviglie. In queste due settimane ho conosciuto un po’ de “il Nido del Gufo” e veramente devo congratularmi con Enrica, Tania e tutti coloro che collaborano con questa struttura perche’ e’ un progetto bellissimo, impegnativo ma davvero utile e indispensabile per la gente di qui. In questo periodo di Bibliovacaciones ho conosciuto molti bambini ,che all’inizio credevano fossi inglese( perche’ per i bimbi se non sei colombiana sei inglese),poi una volta compreso che ero una volontaria italiana continuavano a chiedermi di tradurre alcune parole dallo spagnolo all’ italiano…. A parte i bambini ho trovato delle persone meravigliose che mi hanno fatto divertiré e hanno portato pazienza con il mio spagnolo un po’ improvvisato. Mi dispiace andarmene da questo barrio proprio ora , che mi sono ambientata, sia nell’appartamento con Lucia sia all’interno del Nido del Gufo, e nel momento in cui stavo conoscendo meglio un po’ tutti; consapevole sicuramente del fatto che certe amicizie si possono coltivare a prescindere dal posto in cui uno si trova. Allo stesso tempo sono entusiasta di andaré a conoscere le missioni di Cucuta e Tibu, perche’ sicuramente sara’ un’esperienza che mi arricchira’ sotto vari aspetti e mi fara’ riscoprire ancor di piu’ i valori di certe cose che forse fino ad ora davo per scontato. Ora per me e’ tutto nuovo, tutto rosa e fiori perche’ e’ da poco che sono qui, e ancora non mi mancano cosi’ tanto i miei affetti, ma sono sicura che andando avanti si presenteranno difficolta’ ed ostacoli e non sara’ sempre tutto semplice; pero’ nonostante cio’ vivro’ tutto come un insegnamento e un cammino di vita che mi cambiera’ sicuramente in meglio. Fino ad ora me la sono passata molto bene, ho mangiato di tutto ( a mi me gustan mucho mucho las arepas) pero’ sempre con moderazione, visto il terrorismo psicológico fatto dai rientrati sull’aumento di peso) e ballato tantissimo, sempre per smaltire le calorie introdotte con il cibo… Ora sono pronta per andaré a Cucuta e Tibu…..

Vi saluto tanto tanto…a risentirci.
Un bacio grande a tutti
Daniela

martedì 19 agosto 2008

Vivere con i bambini desplazados: un punto di vista psicologico

Come si possono dimenticare le mutilazioni dell’anima?
Questa è la domanda che spesso mi sono posto durante un anno di volontariato a Cucuta in Colombia.
Sono uno psicologo di cinquant’anni e per molti anni ho lavorato a Roma presso un Centro di neuropsichiatria infantile. Da qualche anno avevo il desiderio di dedicare la mia vita e la mia esperienza in un paese in via di sviluppo. Così ho conosciuto l’ASCS, l’Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo che da anni si occupa di formare e inviare volontari in varie parti del mondo. Grazie a questa associazione sono partito in Colombia per sei mesi che poi, miracolosamente, sono diventati un anno.
Lì ho incontrato i bambini, tanti, vivaci, chiassosi, teneri, impertinenti.
Alle scuole dei padri scalabriniani afferiscono circa 3500 bambini, ma sono tanti di più quelli che vivono nei barrios della missione. Ho lavorato nelle ludicas della cooperativa Coopejubasca. La Coopejubasca (Cooperativa en Educaciòn Juan Bautista Scalabrini) e’ nata su iniziativa dei missionari scalabriniani per accogliere i migranti diretti dalla Colombia al Venezuela e gestisce dei servizi quali istituti scolastici, mense, centro di migrazione , chiese e ludicas. Le ludicas sono dei doposcuola dove i bambini sono aiutati a fare i compiti o a fare attività pratiche e di gioco.
I bambini, sono bambini innanzitutto e vivono la realtà in un modo tutto loro, sorprendente, affascinante, a volte anche incomprensibile. Per certi versi non ci sono differenze tra i bambini di Roma, Milano, Parigi o Cucuta appunto. Per altri, le condizioni sociali e psicologiche di quel paese dilatano, ingigantiscono, distorcono dinamiche infantili, altrimenti normali.
Questi bambini sono i bambini desplazados.
La Colombia è uno dei Paesi al mondo, dove maggiore è la presenza di Desplazados. I desplazados sono vittime della guerra e dei suoi devastanti effetti collaterali. Persone che si sono viste costrette, a lasciare la loro terra, le loro case, le loro speranze, il loro futuro. I bambini desplazados (più del 50% del totale della popolazione desplazada) sono una popolazione ad “alto rischio” per ciò che riguarda la salute psicologica e fisica in quanto vivono in condizioni precarie, in alloggi fatiscenti e spesso non hanno accesso ad un’istruzione adeguata. Molti di questi bambini sono orfani almeno di un genitore o hanno subito una separazione forzata dagli stessi, hanno visto le loro case distrutte e la famiglia disgregata; spesso sono stati trasferiti da una realtà e cultura contadina a quella cittadina; alcuni hanno subito forme di abuso fisico e psicologico. Sono bambini cha hanno bisogno di tutto, ma soprattutto di amore.
Molti di questi bambini non hanno uno sviluppo psicofisico adeguato. Pur presentando ampie differenze, in conformità al proprio stadio di sviluppo, presentano spesso sintomi e comportamenti disfunzionali quali: comportamenti aggressivi ed autolesivi, fobie, disturbi del comportamento alimentare, disturbi del sonno, difficoltà relazionali, basso livello di autostima, deficit di attenzione, disturbi psicosomatici.
Questo stato di parziale abbandono fa sì che i bambini vivano spesso senza un controllo adeguato il che si traduce talvolta in comportamenti devianti, delinquenziali, o in comportamenti sessuali precoci che spesso hanno un effetto negativo sulla identità del bambino/a e del ragazzo/a. Molti bambini non sanno quando e dove sono nati e presentano una visione alterata del tempo e nello spazio. Per quanto riguarda la socializzazione, i bambini hanno difficoltà a lavorare in equipe, cioè tutti insieme per raggiungere un obbiettivo. I rapporti tra pari sono spesso improntati secondo la “legge del più forte”. I bambini individualmente hanno molte inibizioni e molte difficoltà ad esprimere la propria personalità, creatività e capacità decisionale.
Durante la mia esperienza mi sono spesso interrogato su ciò che succede ai bambini così deprivati.
Questi bambini sono stati sottoposti a molti traumi e spesso questo stato di cose conduce a una difficoltà nella costruzione della propria identità, cioè una difficoltà nella creazione di un’immagine stabile di sè con un passato, un presente ed un futuro. Altro problema è la carenza di autostima : questi bambini non hanno fiducia nelle proprie capacita e non pensano di poter incidere sul loro futuro.
In genere e’ compito dei genitori di favorire lo sviluppo dell’autostima del bambino. La funzione principale dei genitori sarebbe quella di fornire al bambino una base sicura: farlo sentire visto e protetto e quindi di favorirne lo sviluppo psicologico in modo armonioso. La funzione di base sicura verrà poi col tempo interiorizzata dai bambini che saranno poi con il tempo capaci di autoconsolarsi e di autoproteggersi.
Ma purtroppo nelle famiglie dei desplazados la funzione genitoriale e’ spesso assente o perlomeno molto ridotta. I padri non ci sono e le madri hanno troppi bambini da accudire: cinque, sette, dieci. O più semplicemente nessuno ha insegnato a loro come essere genitori.Quando ci sono stati dei problemi nella costruzione dell’identità e dell’autostima possono verificarsi molti problemi che hanno a che fare con la costruzione del pensiero che vanno da situazioni meno gravi, quali difficoltà, di apprendimento, di concentrazione, di attenzione a più gravi, come comportamenti delinquenziali o processi dissociativi. A osservare questi bambini cosi vivaci e svegli nelle loro attività di gioco sembra impossibile che, per la maggior parte di loro, sia così difficile compiere operazioni mentali semplici come quelle richieste dai compiti scolastici.
Questi bambini hanno un’enorme fame d’affetto e la manifestano con la ricerca esasperata del contatto, fisico, psicologico, ma anche con le continue provocazioni. In loro non c’e’ posto per la rappresentazione di concetti quali l’empatia, l’accoglienza, la giusta distanza. Il loro è un amore immediato, aggressivo, a volte disperato.Questi bambini tendono ad agire, piuttosto che ad esprimere verbalmente sentimenti quali la rabbia, la distruttività. Non sanno esprimere verbalmente le emozioni o gli stati d’animo, nessuno glielo ha insegnato. L’unico modo che hanno di esprimere le emozioni e’, semplicemente, agirle. Parlare, scrivere, disegnare sono i metodi che l’uomo utilizza per controllare le proprie emozioni, ma anche per trasformarle. Ma in questi bambini non c’e’ questa capacità. Così le emozioni negative, ma anche positive spesso vengono espresse in modo impulsivo a volte diventano solo rabbia, o paura, o rifiuto, verso il mondo intero.
Cosa fare per aiutare questi bambini? Cosa fare per accrescere la loro autostima o per dargli un senso di stabilità alla loro esperienza di vita?
Giocare a braccio di ferro, a volte può soltanto servire ad irritarli di più, o perché non capiscono quello che vogliamo, o perché sentono che quello che noi vogliamo da loro è per loro addirittura inimmaginabile, impensabile. Ad esempio molti bambini rifiutano l’idea di scrivere o di disegnare, semplicemente perchè la vedono un’esperienza più grande di loro.
L’unica strada e’ mettersi in gioco, fare le cose con loro, assieme a loro, in modo da far nascere dentro di loro la consapevolezza che quella cosa si può fare, che non ci sono cose definitive, che è possibile cambiare.
Allora non bisogna farli disegnare, scrivere, o risolvere i problemi, ma disegnare con loro, scrivere con loro e risolvere, con loro, i problemi.
Alla ricetta aggiungerei molta pazienza e tanto amore.
Questi bambini mettono continuamente alla prova. Hanno subito molti danni dagli adulti e la loro fiducia va conquistata con il tempo. Bisogna stimolarli, ma nemmeno pretendere l’impossibile. Non si può infatti prendere coscienza di ciò che ancora non si è.
L’aggressività di per sé è un’energia vitale, positiva che serve per crescere. Ma se non c’è una mente capace di metabolizzarla sfugge, e diventa aggressività distruttiva. Allora staremo al loro fianco per cercare, insieme, di dare un corso a tutta questa energia.
Ma se noi sappiamo ascoltare, i bambini ci sapranno indicare la strada giusta. Se noi avremo pazienza, i bambini avranno pazienza con noi. E se metteremo un po’ di amore nel nostro lavoro, i bambini ce ne daranno molto di più.
Stare con loro vuol dire sognare con loro, oppure creare dei sogni nuovi, più belli. E partendo dai loro sogni si potrà, un giorno, trasformare la loro vita, ma anche la nostra.
(di Leonardo Contreras)

lunedì 18 agosto 2008

Partire

...è l'ora di partire...c'è chi ha già pensato al suo futuro, chi ha già messo un freno alla sua vita, c'è chi ha già scelto la via più facile e indolore, c'è chi ha scelto la strada opposta e tortuosa, ma c'è anche chi ha appena cominciato...

martedì 5 agosto 2008

Di nuovo a Bogotá.....

Ciao a tutti, dopo un periodo di pausa torno a farmi sentire nel blog. Nelle ultime tre settimane sono stata a Cucuta e Tibú dove da una parte ho sistemato le carte x il visto e dall'altra parte ho avuto maniera di conoscere queste due realtá. E´stata una esperienza bellissima, queste due missioni mi sono piaciute un sacco. Venerdí sono tornata all'ovile....Bogotá.....per questi altri sei mesi qui al Nido Del Gufo. A Cucuta ho compiuto il "giro di volta" della mia esperienza....ora sono a piú di metá del mio periodo in terra colombiana....che emozione!!
Tornata qui a Bogotá ho trovato Simonetta ad aspettarmi e con lei e Grazia (che arriva questo venerdí) passeremo questo mesetto di Agosto qui a Bogotá.
Un abbraccio grande grande a tutti voi!!
Lucia

domenica 27 luglio 2008

concerto a milano 25/07/2008


Cosa ve ne pare, ero abbastanza vicina al mio idolo? finalmente dopo 2 anni sono riuscita a rivedere Juanes, un concerto meraviglioso e tantissimi colombiani al Latinoamericando di Milano venerdì scorso. Com'era prevedibile ha mandato in visibilio tutti i suoi fans con vecchie e nuove canzoni, i colombiani presenti sono letteralmente impazziti sulle note de LA TIERRA, ma con una canzone che inizia con "Ama la tierra en que naciste Amala es una y nada mas... " c'era da stupirsi? no, credo proprio di no, insomma valeva la pena perdere una notte di sonno, anche se ora, non avendo più 20 anni ,ne sto pagando le coseguenze....pazienza. Qu' a lato un breve assaggio del concerto.

Per Enrica: ma alla fine c'eri o no al concerto?

domenica 20 luglio 2008

aggiunta video

come potete vedere è stato aggiunto un nuovo video qui a lato, certo non c'è il fascino del colombiano Juanes, non ci sono i fans che si strappano capelli, ma di sicuro si può ammirare l'impegno ed il coraggio di Lucia e Daniela. Questo video testimonia come delle ragazze normali possono ridursi dopo il corso ASCS...poi la scelta della canzone di Ayala...beh non commento.
Ragazze mi avete fatto morire dal ridere.

venerdì 18 luglio 2008

La canzone dell'appartenenza-Giogio Gaber

Sull'onda delle dediche...mi nasce spontaneo condividere con voi questa perla musicale perfettamente in sintonia con il senso di questo blog. Con cariño Enrica
L'appartenenza non è lo sforzo di un civile stare insieme non è il conforto di un normale voler bene l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé. L'appartenenza non è un insieme casuale di persone non è il consenso a un'apparente aggregazione l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé. Uomini uomini del mio passato che avete la misura del dovere e il senso collettivo dell'amore io non pretendo di sembrarvi amico mi piace immaginare la forza di un culto così antico e questa strada non sarebbe disperata se in ogni uomo ci fosse un po' della mia vita ma piano piano il mio destino é andare sempre più verso me stesso e non trovar nessuno. L'appartenenza non è lo sforzo di un civile stare insieme non è il conforto di un normale voler bene l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé. L'appartenenza è assai di più della salvezza personale è la speranza di ogni uomo che sta male e non gli basta esser civile. E' quel vigore che si sente se fai parte di qualcosa che in sé travolge ogni egoismo personale con quell'aria più vitale che è davvero contagiosa. Uomini uomini del mio presente non mi consola l'abitudine a questa mia forzata solitudine io non pretendo il mondo intero vorrei soltanto un luogo un posto più sincero dove magari un giorno molto presto io finalmente possa dire questo è il mio posto dove rinasca non so come e quando il senso di uno sforzo collettivo per ritrovare il mondo. L'appartenenza non è un insieme casuale di persone non è il consenso a un'apparente aggregazione l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé. L'appartenenza è un'esigenza che si avverte a poco a poco si fa più forte alla presenza di un nemico, di un obiettivo o di uno scopo è quella forza che prepara al grande salto decisivo che ferma i fiumi, sposta i monti con lo slancio di quei magici momenti in cui ti senti ancora vivo. Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi.

giovedì 17 luglio 2008

DEDICATO A........

a chi ama dormire ma si sveglia sempre di buon umore,
a chi saluta ancora con un bacio,
a chi lavora molto e si diverte di più,
a chi va in fretta in auto ma non suona ai semafori,
a chi arriva in ritardo ma non cerca scuse,
a chi spegne la televisione per fare due chiacchere,
a chi è felice il doppio quando fa a metà,
a chi si alza presto per aiutare un amico,
a chi ha l'entusiasmo di un bambino e pensieri da uomo,
a chi vede nero solo quando è buio
a chi ti guarda negli occhi mentre ti parla,
a chi cerca di essere una persona migliore........
.

martedì 1 luglio 2008

Fiesta de despedida & backhome

Carissimi come state?
Allarghiamo l’invito a tutti..perchè anche i lontani magari sono in zona o ci tengono ad essere comunque informati.
Abbiamo pensato a una serata di mezza estate…qui a Bassano per rincontrare i volontari ASCS…partiti….rientrati…partenti….mai partiti….e vivere un momento di festa e condivisione.
L’occasione è sorta in particolare con la partenza di Leonardo Contreras (simpaticamente ribattezzato il vecchietto psicologo!!) che ad agosto partirà per una lunga esperienza di operatore a Cucuta…così abbiamo pensato a Sabina appena rientrata dal suo anno a Cape Town…a chi è rientrato da tempo e non abbiamo ancora incontrato…a chi sta partendo per la sua prima esperienza…vedi Simonetta…a chi sta per ritornare per la seconda volta (Laura…Grazia..) a chi sogna di partire un giorno (o ripartire..vero Tania o Graziella?) e a chi ha bisogno di caricarsi attraverso l’entusiasmo degli altri…
Insomma vogliamo continuare a tessere la rete che tra noi si è creata, far sentire la nostra presenza a chi sta dall’altra parte dell’oceano nelle varie missioni…e poi ogni scusa è buona per fare un po’ di festa e ritrovare quegli spazi di umanità che ci caratterizzano!!
VI ASPETTIAMO SABATO 12 LUGLIO ORE 20 PRESSO L’ISTITUTO SCALABRINI!!
Ognuno porti qualcosa da mangiare e da bere…faremo un buffet autogestito…per l’intrattenimento portate musica e foto!!
Attendiamo conferme di partecipazione…per chi viene da lontano e ha bisogno di un lettuccio avvisi per tempo!!
Un caro saluto a tutti!!!
A prestooo

mercoledì 18 giugno 2008

Colombia aspetta i nuovi volontari!


Carissimi per rianimare un pò questo blog che mi sembra stia soffrendo di apatia annuncio i prossimi volontari partenti per la Colombia:
- Daniela Lorenzin partirà il 25 giugno con varie destinazioni: 1 mese a Bogotà, 1 mese a Tibù e 5 mesi a Cucuta.
- Simonetta partirà il 31 luglio per 1 mese a Bogotà.
- Laura Gusella (equipe) ritornerà a Tibù il 25 luglio e con Daniela condividerà l'esperienza fino al 2 settembre. - Grazia Pizzato ripartirà per Bogotà l'8 agosto per 1 mese.
- Leonardo tornerà nella realtà di Cucuta come operatore ASCS il 21 agosto per 2-5 anni !




Per il momento questi sono i partenti imminenti. Poi ce ne sono altri in fase di riflessione e preparazione...e anche per altre destinazioni!

In Italia si sono invece già attivati altri volontari nelle attività di raccolta fondi e sensibilizzazione (banchetti e iniziative varie), alcuni nel progetto Intercultura e di volontariato locale a Bassano in collaborazione con Casa a Colori o altre realtà che hanno richiesto collaborazione.
Un ringraziamento a tutti per la messa in gioco e per la continuità dimostrata giorno dopo giorno!

Continuiamo a costruire e intensificare la rete, per molti sarà il "posto sicuro" in più occasioni!!
Leo...se vuoi puoi spiegare il concetto di posto sicuro!!!
Un abbracciooo e alla prossima!!

Enrica

venerdì 6 giugno 2008

martedì 20 maggio 2008

Noticias de Bogotá


Ciao a tutti!! Qui vedo che ultimamente il diario di bordo langue.....non é che dopo che la destra ha vinto in Italia avete deciso tutti di trasferirvi in un altro paese????

A parte gli scherzi....scrivete che da qui sentiamo la necessitá delle vostre news!!

Qui le cose procedono bene, sono quasi quattro mesi che sono qui e tutti i progetti procedono bene.....tra qualche difficoltá ogni tanto....peró bene!!!!

Anche il tempo é piú clemente ed ora ha iniziato a piovere meno....fortunatamente....anche se ho fatto fuori un paio di scarpe a forza di camminare dentro al fango......

Qui la situazione é sempre la stessa.....questo paese ti incanta per la sua gente, cosí aperta e disponibile, per la sua cultura cosí ricca e diversificata, per la sua musica, i suoi balli, la maniera di vivere........peró ti sconvolge per la violenza che vedi perpetrare ogni giorno, per le condizioni di vita in cui vive la maggior parte della sua gente......per la difficoltá a cambiare la mentalitá di chi questo paese lo governa...... Alle volte é dura andare avanti.....non riesci a non farti coinvolgere dai drammi della gente che frequenta il nido tutti i giorni....poi peró ti fai forza e decidi che l'unica cosa che puoi fare x questa gente e cercare di dare il tuo piccolo apporto......

Anche voi datemi il vostro apporto e scriveteeeee!!!!!

Un bacio da Lucia

giovedì 8 maggio 2008

Per Miguel e Ivan Obregon

Ausencia


Habré de levantar la vasta vida que aún ahora es tu espejo: cada mañana habré de reconstruirla. Desde que te alejaste, cuántos lugares se han tornado vanos y sin sentido, iguales a luces en el día. Tardes que fueron nicho de tu imagen, músicas en que siempre me aguardabas, palabras de aquel tiempo, yo tendré que quebrarlas con mis manos. ¿En qué hondonada esconderé mi alma para que no vea tu ausencia que como un sol terrible, sin ocaso, brilla definitiva y despiadada? Tu ausencia me rodea como la cuerda a la garganta, el mar al que se hunde.

J.L.BORGES

venerdì 25 aprile 2008

Commenti

Hola sono Leo. Non riesco piu' a fare commenti su sto blog....non li accetta'... Quindi scrivo mettendo un nuovo post. Per quanto riguarda il video: a volte la vita ti lascia veramente senza parole...Pero' in un anno che sono stato a Cucuta nessuno mi ha mandato un video...che so uno strip tease ad esempio...insomma ci sono i soliti raccomandati...Complimenti, comunque, per la sincronia e le entrate all'unisono, avete fatto molte prove??? Complimenti anche per le rime baciate, ma prima di tutto mi vorrei complimentare con il vostro spacciatore...il piu' bravo di tutti.
Per quanto riguarta il trasero di Lucia, vedi post precedenti, il giorno che riuscisse a muoverlo come le colombiane sarebbero guai seri...per tutto il sudamerica
Besos!

venerdì 18 aprile 2008

Da Bogotà..ai corsisti 2007/2008

Da Bogotà Lucia ha scritto in 2 occasioni ai corsisti...ecco pubblicate le sue lettere!
un caro saluto a tutti!
Enrica

Carta dei valori del volontario ASCS

Noi volontari ASCS avvertiamo la necessità di contribuire a costruire condizioni sociali e culturali
che ci consentano di affrontare in forma responsabile le sfide dell’epoca in cui viviamo e con le
quali facciamo i conti quotidianamente.
Un diffuso processo sociale ed economico ha capovolto l’ordine dei valori per cui le cose e i
consumi sostituiscono sempre di più le relazioni umane.
Nella nostra esperienza di volontari abbiamo toccato con mano disuguaglianze globalizzate,
degrado ambientale, fame, discriminazioni, emarginazione, violazione dei diritti umani, mancanza
di opportunità, povertà relazionale: sono questi alcuni dei più preoccupanti aspetti della vita contemporanea che i sistemi sociali e le istituzioni non riescono più a contrastare.
Di fronte a questo stato di cose, non possiamo continuare a far finta di nulla.
La conquista di spazi di responsabilità verso ciò che ci circonda, rappresenta per noi volontari una vera e propria sfida generazionale. Nella consapevolezza che le risorse fondamentali per affrontare tali sfide sono l’amore verso il prossimo e la capacità di costruire legami sociali virtuosi, saper ascoltare e comunicare, siamo chiamati a rendere possibile nuove forme di convivenza umana, più pacifiche e solidali dove il migrante non è più solamente attore passivo ma protagonista.Ci sentiamo parte di un cammino collettivo.
Il volontario decide quindi di intraprendere la sua attività in maniera libera ed autonoma mettendosi al servizio dell’Altro, basando il suo operato sui principi di condivisione, solidarietà e gratuità.
Cosciente della molteplicità dei fattori che compongono la nostra società ed il nostro mondo e con
la consapevolezza di essere parte di un progetto più ampio, il volontario agisce con l’obiettivo di
realizzare una convivenza tra le diversità cercando di essere partecipe di una vera rivoluzione interculturale.
Il volontario rispetta la mentalità e lo stile di vita delle persone che incontra e promuove uno
scambio di conoscenze per un arricchimento personale e sociale reciproco. Favorisce la partecipazione attiva della comunità verso l’empowerment e il network locale rifiutando così l’approccio assistenzialistico tipico della visione occidentale.
I corsi di formazione sono occasioni di approfondimento per acquisire maggiore consapevolezza
rispetto alle proprie motivazioni e sono inoltre indispensabili per affinare competenze e metodologie operative corrette prima di intraprendere un’esperienza di volontariato.
A partire dal corso di formazione il volontario entra così a far parte di un gruppo che lo accompagna e sostiene nella preparazione, durante la permanenza e nel rientro dalla missione. Si creano così i presupposti affinché il volontario agisca in rete e lavori in sinergia con i diversi attori esponenti di realtà sociali ed istituzionali presenti nel territorio di appartenenza e in quello ospitante.
La testimonianza dell’esperienza vissuta diventa quindi importante per sensibilizzare la società
sul tema delle migrazioni e per sostenere i progetti promossi dall’ASCS in un’ottica di reciprocità.

mercoledì 16 aprile 2008


toc toc....c'è nessuno? visto che mancano le novità colgo l'occasione per postare la foto di Rayan, il mio nipotino nato 3 gg fa.

un abbraccio a tutti

mercoledì 2 aprile 2008

Colombia tierra querida.....

Chicos y chicas......hola a todos!!
Qui in Colombia tutto bene.....ogni giorno che passa sto entrando sempre piú profondamente in questa realtá cosí bella e cosí diversa dalla nostra realtá italiana......
Il lavoro qui procede bene sia con gli usuarios che con el equipo e sono veramente felice di questa nuova esperienza....
E a voi come va?? Fatevi sentire attraverso il blog!!!!!!
Un bacio da Lucia

lunedì 17 marzo 2008

Hay quien LAMA


Hola, ecco la foto del mio ultimo giorno in Colombia prima della partenza. Ero un po' triste, ma poi ho visto che c'e' chi regge fardelli ben piu' pesanti del mio...Il mio augurio e' che Lucia possa reggere tutti i pesi che inevitabilmente, in un' esperienza cosi' lunga, potra' portare, ma con altrettanta disinvoltura.

A proposito il Dalai Lama ha detto:"se pensi di essere troppo piccolo per fare la differenza, prova a dormire con una zanzara".

Pero' mica scemi sti lama...

mercoledì 27 febbraio 2008

L'equipe al completo!!!

Finalmenteee una foto tutti insieme!!!Ecco l'equipe formativa al completo in occasione della despedida de Lucia!!Un abbraccio a tutti e grazie per la splendida collaborazione e momenti intensi e profondi...(oltre che di cazzeggio) che condividiamo!!

martedì 26 febbraio 2008

Volontari a Cucuta

Un ricordo speciale ai volontari cucuteñi!!Seppur per poco è stato bello condividere un pò di tempo e di spirito di missione!A chi è partito..a chi sta per partire...a chi partirà...un abbraccio forte e sincero di ringraziamento per aver condiviso i nostri intenti e far parte dei sogni dell'ASCS.
Con cariño, la Reina (ormai mi sono abituata e affezionata a questo nomignolo!)

domenica 24 febbraio 2008

La Reina....e l'altra


Una notte a Cucuta, che dire....lunga vita alla reina

giovedì 21 febbraio 2008

Despedida de Bogotà

Hola a todos! Eccomi di ritorno dalla Colombia.
Mentre aspetto le foto che ha Manuela vi mando la foto di despedida da Bogotà e soprattutto da Lucia!
Sono state 3 settimane meravigliose...che mi hanno arricchita e fatto riscoprire il sabor de la vida...vissuta intensamente e piena di tratti umani!Grazie a tutti e di tutto...perchè ho condiviso momenti forti e intensi.
Mi sono resa conto che quella che sono..che siamo...è frutto della nostra famiglia, dei nostri amici, delle persone che incrociamo, del mondo a cui apparteniamo, e io sono in una binario parallelo tra Colombia e Italia che si inconcrocia anche grazie al mio lavoro e all'esperienza di ciascun volontario.
Lucia sta bene e sono certa che saprà vivere un'esperienza entusiasmante e arricchente per la sua vita e per quella delle persone che incontrerà e con cui condividerà quest'anno!
Continuiamo a tessere questa rete e a riaffermate le nostre motivazioni!!Un abbraccio a tutti, Enrica

sabato 9 febbraio 2008

UN ABBRACCIO DALLA COLOMBIA

Ciao cari amici....eccomi qui....al Nido del Gufo....che emozione!!
Sono arrivata il 28 Gennaio e so che avrei dovuto scrivervi MOOOOLTO prima....ma vi assicuro che questi sono stati giorni pieni pieni di attivitá, momenti di condivisione, di formazione....e lo ammetto.....pure di rumba!!
Qui sia io che Enrica stiamo benissimo e stiamo lavorando a pieno ritmo con l'equipe del Nido del Gufo. Il giorno del mio arrivo i ragazzi sono rimasti basiti....non lo sapevano e abbiamo fatto loro la sorpresa.....che bello!!!!
Qui le emozioni si accavallano e mi ritrovo in questo sabato tardo pomeriggio stanca, tanto stanca, ma carica, tanto carica....Vi sto scrivendo con accanto due bellissimi bimbi che guardano esterrefatti quelle strane parole che sto componendo e mi stanno chiedendo che sto scrivendo....perché una parola si scrive cosí e perché non scrivo in spagnolo.....
Un'altra settimana di lavoro é terminata ed ora avró due giorni x prendermi un pó di tempo x pensare alle cose straordinarie che mi stanno succedendo....
Cara Manu....ho letto il tuo post del 25 Gennaio.....hai ragione.....in questi anni abbiamo stravolto le nostre vite.....ma anch'io la penso come te.....é straordinario riuscire a vivere appieno una esperienza come questa.....non vedo l'ora di riabbracciarti la prossima settimana anche se so che per te non sará molto bello xché essere qui significherá essere in partenza per l'Italia....
Intanto io domani vi invio la reina....mi raccomando.....trattatela con tutti gli onori e si raccomanda il tappeto rosso....
Ah....veramente nascondete la nutella....xché a causa del mio bagaglio che pesava troppo abbiamo dovuto lasciare a casa tutte le scorte e qui quindi l'abbiamo quasi finita.....
e nascondete pure la birra che qui e' ubriaca tutte le sere......e mi sa che finirá anche le vostre scorte in quel di Cucuta..... E portatela a rumbear!!!!!
Un beso de todo mi corazon de Lucia

venerdì 25 gennaio 2008

Partenze...

Carissimi tutti..scusate il lungo silenzio...e la brevità di questo messaggio...ma che periodo intenso!!La reina chiede umilmente scusa!
Mi ritrovo a ridosso della mia partenza....e di Lucia...e sono senza parole...avrei voluto scrivere impressioni..emozioni...propositi...ma non ho ancora letto dentro di me quanto sto vivendo...e spero di farlo mentre affronterò questo viaggio...che mi riporta in Colombia dopo due anni. Il lavoro da fare sarà tanto, ma sarà anche occasione di incontri e di condivisione...si creeranno nuovi sogni e prospettive e si rigenererà entusiasmo e impegno per portare avanti gli ideali del Nido del Gufo e dei progetti colombiani di Cucuta e Tibù.
Di solito sono io che vi accompagno nei vostri viaggi... parto un pò con voi...stavolta sarete voi invece che lo farete....e so che mi sarete da sostegno e compagnia!So che siamo parte di una rete...e che li si sono "impigliati" i nostri più bei sogni..speranze...entusiasmi e orizzonti. Un abbraccio!!!!prometto che vi darò mie notizie!!!!Nostre...vero Lucia????Grazie per tutto....davvero...siete la mia forza!!!

lunedì 14 gennaio 2008

anno nuovo

Ciao a Tutti vicini e lontani...

auguro a tutti un nuovo anno di solidarietà, affetto, amicizie, avventure, nuovi sguardi sul mondo e tanta acqua per annaffiare quel seme dell'amore a cui si riferira Leonardo.

un abrazote
tania