Roselle Datuin e’ l’autrice di questa breve lettera, racconto di un vissuto sofferto ma pieno di speranze.
Leggendo tra le righe si puo’ scoprire come la scelta della migrazione sia a volte dura e dolorosa.
Roselle e’ stata ospite dello Scalabrinian Center People on the Move, arrivata qui, come gli altri 128 residenti, dalla provincia con l’intento di trovare il tanto desiderato impiego all’estero.
Nata a Zamboanga City 27 anni fa, ha aspettato circa 5 mesi nel centro prima di lasciare il Paese.
Vi prego di leggere questa breve lettera che lei, tanto gentilmente a scritto per voi, nella speranza che tutti gli Uonimi della terra, un giorno, possano avere il diritto di “ scegliere”.
La vita e’ difficile perche’ pesante.
Noi tutti portiamo un carico e a volte le nostre forze non ce la fanno a tenerlo su.
Emettiamo sospiri, sappiamo che basterebbe qualcosina in piu’ per riuscire a portare questo peso, ce la mettiamo tutta, combattiamo.
Sebbene qualcuno vive, misericordiosamente, libero da intensi dolori, altri invece hanno sofferto di un dolore che difficilmente andra’ via.
“Una colpa soffocante, inguaribile, ricordi di un’infanzia”.
Gesu’ disse: “diventate miei discepoli, portate la vostra croce e seguitemi”
Quando ero piccola , delle domande erano sempre nella mia testa.
Se non dormo oggi pomeriggio, come loro mi dicono di fare, mi picchieranno?
Se torno a casa dopo le 6 avro’ altri lividi neri sul mio corpo?
Perche’ devo farli tutti io i lavori di casa? Se non avessi ubbidito avrei subito altre punizioni?
Perche’ sono privata della liberta’ di giocare e divertirmi con i miei amici? Perche’?
“ Forse, se avessi avuto i miei genitori vicino, sarei cresciuta senza subire le sofferenze che ho dovuto patire”.
Le ferite fisiche guariscono facilmente, sono i dolori del cuore i piu’ difficili ad andare via. Per queso ho pensato, se un giorno fossi stata mamma sarei stata vicina vicina ai miei bimbi per farli crescere bene.
I miei genitori partirono per la Malesia quando io avevo 6 anni. Diventarono OFWs ( overseas filipino workers, i cosiddetti migranti ) per sostenere la loro famiglia. Siamo 5 figli, io la piu’ piccola e nessuno dei miei fratelli ha finito la scuola.
Cosi’ anche se i miei genitori hanno avuto la possibilita’ di emigrare, non hanno avuto fortuna. Mia madre e’ sarta, mio padre barbiere e nonostante il lavoro duro e la determinazione, non sono stati capaci di supportare la loro permanenza li’ ne’ tantomeno pagare la scuola per i miei fratelli.
Cosi’ sono cresciuta… imparando ad aiutare me stessa.
Ho lavorato come commessa, cameriera, donna di servizio, cassiera, baby sitter e cantante in un gruppo.
I miei genitori tornarono a casa quando io avevo 19 anni.
Forse, a causa del troppo tempo speso lontani, non accettavano quasi niente di me. C’erano tante differenze tra noi. Le nostri menti non si incontravano. Alla fine della mia adolescenza ho deciso di sposarmi e “riposare”. Non essere piu’ all’ombra dei miei genitori.
Io e mio marito abbiamo avuto due figli. Ma un’altra fase difficile arrivava.
Il nostro stipendio non e’ mai bastato per vivere, cosi’ tra una domanda di lavoro e l`altra abbiamo sempre pensato a come risolvere i nostri problemi.
Tempo fa decidemmo di aprire un nostro business ma le cose non andarono come speravamo, forse a causa dell’inesperienza, fallimmo.
Adesso ho deciso di diventare un OFW, sperando di poter aiutare la mia famiglia con uno stipendio regolare.
Prima di prendere questa triste decisione ho riflettuto molto, conoscendo bene la reazione dei miei bimbi quando andro’ via e, come una madre “senza scelta”, li` lascero’ soli, con il cuoricino pesante.
Siamo chiamati a soffrire per una sola ragione: siamo Esseri Umani . Tutti gli uomini e le donne soffrono.
Ognuno di noi porta con se’ un fardello, diverso perche’ diversi siamo gli uni dagli altri, ma e’ pur sempre un peso.
Una persona puo’ essere forte o debole, ma e’ nei momenti peggiori che la forza e la determinazione vengono fuori.
Con il coraggio sollevi e porti la croce, con la codardia la trascini, e’ questo che fa la differenza nel mondo.
Roselle Datuin e’ in HongKong…
Lavoro: collaboratrice domestica
Per chiunque di voi volesse scriverle per farle un po’ di compagnia, questo e’ il suo indirizzo mail: ilyinch@yahoo.com
venerdì 19 ottobre 2007
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3 commenti:
"Le ferite fisiche guariscono facilmente, sono i dolori del cuore i piu’ difficili ad andare via"
Una vita cosi' lontana pero' cosi' vicina alla nostra... alla mia vita.
La vita offre molte esperienze amare. La sfida di sempre è avere la capacità di alzarci quando cadiamo. Un dovere che ha come iperativo: vivere!!! A volte ci sentiamo prigioneri di qualcosa che non abbiamo cercato, ma semplicemente e' accaduto...in modalita' che. a volte, superano quelle di una trama di un romanzo francese dell'ottocento.
Anche se viviamo un'altra vita, permane in noi la memoria del passato. E l'essere umano vive della sua memoria.
Crescere e' permettere alle ferite di cicatrizzarsi.Sempre dobbiamo permettere alla nostra vita di costruire una nuova storia.
Non possiamo vivere schiavi dei conti aperti della vita.
Se teniamo un libro di questi conti potremmo semplicemente... perderlo.
Questo e' quello che ti direi Roselle...se sapessi scrivere ...nella tua lingua.
Con mucho cariño!
Leo
proverò a tradurre
Yes I agree that we can't live on being slaves of life's debts. But we can't also ignore the fact that behind the what we call "healed wounds of a broken heart"... are the scars of pain..
Everyday of my life is a new chapter. A new beggining...
But you know what I desire the most Leo...?
"I want to live a life without giving up "happiness"...
being with my family is my perfect joy. how I miss them so much...
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