martedì 16 ottobre 2007

Cape Town comunica, news da Sabina: Hi everybody!!!

Buona sera da Woodstock! Eccomi qua come promesso!!! Innanzitutto chiedo, ancora una volta, scusa per ilmio silenzio prolungato di questi tre mesi (la vita alla Lawrence House è talmenteintensa da non trovare il tempo per scrivere). Silenzio dovuto, principalmente,dal fatto che, nel momento stesso in cui ho appoggiato i miei piedi ed ho toccatocon mano questa terra, non realizzavo quanto mi stesse accadendo e se veramentefossi in Sud Africa... L'impatto con questa terra è stato forte perchè non eral'Africa che mi aspettavo. Dal momento del mio arrivo e fino ad ora i miei occhinon fanno altro che scrutare, osservare i tanti volti di questo continente; uncontinente, direi, fatto di contrasti spesso estremi. Il primo impatto l'ho avuto dall'uscita dall'aeroporto... percorrendo la stradache dall'aeroporto porta a Woodstock i miei occhi non hanno fatto altro cheincrociare, sia a destra che a sinstra, uno scenario che mi ha lasciato alquantosterefatta.... le township (baraccopoli dove gli alloggi e i servizi di base sonodel tutto inadeguati) dove migliaia di persone vivono accatastate, prive di tutto,minacciate dall'aids, dalla criminalità, dalla violenza inaudita fino ad arrivaread un degrado non solo sociale ma principalmente morale. .... Giunta a Woodstock, a pochi chilometri da Cape Town, eccomi di fronte adun'altra realtà... case colorate con tetti bassi, finestre sbarrate, portebarricate; vederla dall'alto di Cape Town appare come in "Alice il paese dellemeraviglie" ma una volta catapultata il scenario muta. Qualcuno afferma cheWoodstock è uno dei quartieri più pericolosi dove circola molta droga e lacriminalità divampa a vista d'occhio e pertanto è consigliabile non uscire dopo le17.30..... la Lawrence House è ubicata proprio qui. Appena ho varcato la soglia di casa mi sono sentita come una particella elementareche vaga senza meta nel cosmo.... sono stata investita da un vortice di abbracci,di sguardi, di sorrisi ammalianti di 19 bambini.... ho avuto la sensazione di nonessere mai arrivata, ma di essere qui da sempre.... i miei cinque sensi erano esono di proprietà di questa casa..... sono entrata in punta di piedi osservando,nel primo periodo, il funzionamento e la gestione della casa..... Partecipare comevolontaria in una struttura come la Lawrence House non significa passare tutto iltempo a lavorare intensamente ( le luci dei riflettori si accendono alle 06.00 esi spengono alle 23.00), anzi si rivela come un'occasione unica per capire,apprezzare ed apprendere le diversità tra le persone... ho rimosso il vizio divedere le cose alla maniera occidentale, quel malcostume di sviscerare i fatti inmaniera obiettiva, sezionando tutto. In Sud Africa si impara a convivere con ledomande. Si accetta quello che non si può comprendere e, nel corso del tempo, si diventa piùponderati, forse persino comprensivi nei giudizi verso questo continente.Innanzitutto nel confronto con persone di altri paesi si scopre la ricchezza e ilfascino di culture diverse dalla propria che ci permette di allargare le nostreconoscenze e stimolare la nostra curiosità. Fino ad un mese fa ho offerto il mio servizio al progetto "Refugee Service" cheprevede una prima assistenza materiale (è un sevizio aperto ogni mercoledì dalle8.30 alle 13.30 e viene distribuito del cibo e dei vestiti) ai rifugiati chearrivano a Cape Town ed è stata occasione per confrontarmi con loro, percomprendere e dare ascolto alla loro triste realtà.... Nel corso di questi mesi ho imparato a fare quello che non sapevo fare, ho cercatodi instaurare con i bimbi un rapporto di estrema fiducia reciproca e loro hannoimparato a fidarsi di quello potevo fare.... all'inizio dovevamo conoscerci eimparare a fidarci ben consapevoli che ognuno di noi ha il suo ricco patrimonio dilimiti e virtù... La vita nella Lawrence House scorre velocemente... alzata alle 06.00 e in un lampoè già sera... le giornate sono intense... c'è un via vai di volontari esterni cheaiutano i bambini a fare i compiti.... durante la settimana alcuni bambini sonoimpegnati in attività diverse.... sei bombardata dalle mille richieste e fai ditutto per dividerti in mille parti per far fronte alle loro richieste oproblemi.... e quando il sole cala ed è ora di andare a letto.... è questo ilmomento che adoro perchè mi sento come il loro angelo custode... ascolto i lorobisogni, le loro confidenze ecc.... Non è semplice mettersi completamente al "servizio" di chi ha bisogno; occorronospirito di sacrificio, molta pazienza e capacità di adeguamento di fronte allesituazioni difficili e tristi. Sto vivendo un esperienza ricca di potenzialità..... non posso che ringraziareEnrica per aver permesso che tutto ciò accadesse. Grazie di cuore per avermipermesso di far parte della grande famiglia della Lawrence House.

2 commenti:

Lucia ha detto...

Hola Sabina.....ho letto la tua testimonianza tutta d'un fiato....e sono ancora senza fiato....e anche molto emozionata da ciò che ci hai raccontato..... madò....in qualsiasi parte del mondo si sia....le emozioni sono sempre così intense....profonde....Grazie per le tue parole....bellissime!!! Continua a scriverci .....così ci sembra di essere lì con te almeno per un momento..... Lu

manu ha detto...

Ciao Sabina, anch'io come Lucia ho letto tutto d'un fiato, che belle senzazioni ci hai trasmesso, ti aspettiamo per nuove news. un abbraccio.