Carissimi
Vi giro la testimonianza che Sergio ha voluto condividere con noi sulla sua esperienza in corso a Cape Town.
Anche se in pochi lo avete conosciuto questo strumento ci potrà dare modo di rimanere in contatto e tessere la rete dei volontari ASCS.
Buona lettura.
Un abbraccio
Enrica
Ciao a tutti,
Mi rivolgo in particolare a tutti quelli che stanno svolgendo il corso di formazione per volontari e che vivranno entro alcuni mesi un’ esperienza di volontariato, più o meno breve che sia.
Mi chiamo Sergio e da quasi 6 mesi mi trovo a Cape Town dove lavoro come volontario presso lo Scalabrini Centre, un’ organizzazione no profit che si occupa di rifugiati e richiedenti asilo.
Questa per me rappresenta la seconda esperienza con gli Scalabriani, infatti da Gennaio ad Aprile dello scorso anno, ho svolto il mio servizio presso la Missione di Cucùta, in Colombia.
Nonostante sia dunque impegnato come volontario da circa dieci mesi, questa è la mia prima testimonianza scritta. Ammetto di non essere stato un campione di comunicazione e forse anche il mio carattere schivo e la mia natura un po’ introversa, non mi hanno aiutato a farmi conoscere, a riorganizzare i tanti pensieri e a trascrivere le molteplici sensazioni, scaturite da questa lunga esperienza.
Parlo soprattutto a voi, volontari del corso, perché credo che avere la possibilità di leggere le testimonianze dei volontari rientrati, o ancora in servizio, possa essere una buona fonte di ispirazione e di conoscenza dei progetti e delle attività portate avanti nel mondo dagli scalabriniani. Per me è stato proprio così.
Prima di partire per Cucùta ho cercato di trovare, soprattutto nei racconti dei tanti volontari, degli spunti di riflessione per affrontare il mio viaggio. Quando si parte, infatti, la mente è vuota come un libro bianco e le informazioni che spesso si hanno di un paese lontano possono essere molto vaghe e confuse. Quando si rientra a casa, invece, ci si porta dietro un’ infinità di ricordi, colori e sensazioni che ci accompagnano per sempre.
Ma le domande che ci si pone prima di partire sono sempre tantissime; come sarà il paese dove andrò, che tipo di esperienza e di vita mi aspettano, che cosa farò esattamente e se sarò in grado di farlo. La confusione regna sovrana. E prima di partire i pensieri si affollano, si aggrovigliano e un nodo si forma in gola. Si lascia una realtà che si conosce perfettamente per andare a vivere in posti che a volte conosciamo solo per stereotipi e facili considerazioni.
Che cosa vi viene in mente quando vi parlano della Colombia? Guerra, droga, violenza, insicurezza? E quando si nomina il Sud Africa? Apartheid, razzismo, insicurezza?
Sono i più classici dei luoghi comuni e ovviamente anche io prima di partire vedevo le cose in questo modo. Poi con il tempo mi sono reso conto che è fondamentale approcciarsi a questo tipo di esperienze senza aspettarsi né immaginarsi nulla; un buon punto di partenza può essere quello di voler conoscere una realtà diversa e soprattutto di volersi conoscersi più fondo.
In questa breve lettera non voglio parlare di bambini, di sorrisi e di abbracci, ma voglio piuttosto cercare di raccontare la mia esperienza e magari offrire ad alcuni dei volontari in partenza qualche spunto sui cui riflettere.
Partire per la Colombia prima, e per il Sud Africa poi, ha rappresentato la realizzazione di un sogno, qualcosa per cui avrei messo tutto e tutti in secondo piano e per cui avrei davvero fatto di tutto. Le motivazioni che mi hanno spinto a vivere queste esperienze credo siano uguali e diverse un po’ per tutti i volontari: da un lato il desiderio di sentirsi utili al prossimo e di reagire alle ingiustizie sociali a cui spesso la vita ci mette di fronte, dall’ altro lato vi è senz’altro una componente di gratificazione personale, di voglia di conoscersi e mettersi alla prova.
Ed è così che a Gennaio mi sono trovato a Cucùta, dove per alcuni mesi ho dato una mano agli altri volontari e agli operatori che lavorano nella Missione. Si è trattato in buona parte di lavoro fisico, reso ancora più duro dalle difficili condizioni meteorologiche (ogni giorno almeno 42 gradi!). Per un periodo mi sono occupato anche dei corsi di alfabetizzazione per i bambini del barrio e delle attività ludiche. È stata di certo un’ esperienza incredibile, in cui ho imparato tanto e che soprattutto mi ha dato la possibilità di conoscere a fondo la realtà politica, sociale ed economica della Colombia.
La forte coesione tra volontari, padri e operatori, all’ interno della missione, ha costituito un grande valore aggiunto. A Cucùta, infatti, da quando ci si sveglia fino a quando si va a dormire tutto viene fatto in condivisione ed è forte la sensazione di sentirsi in una vera e propria famiglia.
Dopo Cucùta è arrivata Città del Capo, dove mi trovo tuttora, destinazione da me a lungo ricercata per via delle attività svolte dagli scalabriniani a favore dei rifugiati africani.
Il Sud Africa è un paese di forti contrasti e diversità, ma soprattutto è molto distante dall’ idea di “Africa nera” che spesso ci portiamo dietro, anche per via dagli stereotipi e dei luoghi comuni che caratterizzano i dibattiti e l’ informazione sul continente africano.
Qui non ci sono bambini con la pancia che scoppia, conflitti interetnici senza fine e neppure terribili malattie tropicali. Per certi versi è come trovarsi in Europa e anche lo stile di vita è decisamente molto “europeizzato”.
Ciò non toglie che vi siano un’ enormità di problemi tra cui povertà, disoccupazione e criminalità, anche se a mio avviso nel paese si respira un clima di forte rinnovamento; la democrazia infatti non ha ancora compiuto 15 anni e le persone si portano dentro una grande volontà di cambiamento. E’ certo che il processo è solo all’ inizio e ancora le contraddizioni e le disuguaglianze sono enormi.
Dopo quasi sei mesi dal mio arrivo a Cape Town inizio a intravedere i frutti del lavoro portato avanti sinora e per questo già posso dire di avere raggiunto buona parte dei miei obiettivi. Le attività che vengono svolte allo Scalabrini Centre sono molteplici e si dividono in vari aspetti: Welfare (assistenza e accoglienza) da un lato, e Development (corsi di formazioni e istruzione) dall’ altro. Le giornate passano veloci e ogni giorno, ogni momento, porta qualcosa di nuovo con sé e arricchisce sempre di più questa mia esperienza.
Tante volte ho pensato a quale fosse la cosa più significativa su cui riflettere in questi mesi. Non credo di avere dubbi. Ciò che infatti mi dà spesso la forza e alimenta ogni giorno la mia motivazione e voglia di stare qui, è la consapevolezza che se delle persone, mosse da ideali comuni, decidono di operare insieme possono davvero fare cose straordinarie e inimmaginabili.
Credo che molte volte quello che frena tanti ragazzi come noi ad avvicinarsi al volontariato, alla cooperazione e alle attività sociali, sia il fatto di credere di non poter cambiare niente da soli e di non avere alcun potere di intervento sulle tante situazioni di difficoltà e disagio sociale che ci circondano.
Senza fare della facile retorica, posso dire di essermi reso conto in questi mesi che insieme agli altri si possono fare cose molto incisive. Ho toccato con mano due realtà diverse come quella di Cùcuta e di Cape Town e ho avuto modo di conoscere tutte le attività e i progetti che gli scalabriniani, nel corso degli anni, hanno creato dal nulla.
Ciò mi ha davvero confortato e rasserenato.
Non è possibile raccontare in queste poche righe tutta la gioia e la soddisfazione provate in questi mesi, di certo, ogni giorno, sono sempre più felice della scelta che ho fatto e della possibilità che mi è stata offerta.
Un saluto a tutti.
Sergio
Cape Town, 21 Ottobre 2007
martedì 23 ottobre 2007
venerdì 19 ottobre 2007
Una testimonianza dalle Filippine
Roselle Datuin e’ l’autrice di questa breve lettera, racconto di un vissuto sofferto ma pieno di speranze.
Leggendo tra le righe si puo’ scoprire come la scelta della migrazione sia a volte dura e dolorosa.
Roselle e’ stata ospite dello Scalabrinian Center People on the Move, arrivata qui, come gli altri 128 residenti, dalla provincia con l’intento di trovare il tanto desiderato impiego all’estero.
Nata a Zamboanga City 27 anni fa, ha aspettato circa 5 mesi nel centro prima di lasciare il Paese.
Vi prego di leggere questa breve lettera che lei, tanto gentilmente a scritto per voi, nella speranza che tutti gli Uonimi della terra, un giorno, possano avere il diritto di “ scegliere”.
La vita e’ difficile perche’ pesante.
Noi tutti portiamo un carico e a volte le nostre forze non ce la fanno a tenerlo su.
Emettiamo sospiri, sappiamo che basterebbe qualcosina in piu’ per riuscire a portare questo peso, ce la mettiamo tutta, combattiamo.
Sebbene qualcuno vive, misericordiosamente, libero da intensi dolori, altri invece hanno sofferto di un dolore che difficilmente andra’ via.
“Una colpa soffocante, inguaribile, ricordi di un’infanzia”.
Gesu’ disse: “diventate miei discepoli, portate la vostra croce e seguitemi”
Quando ero piccola , delle domande erano sempre nella mia testa.
Se non dormo oggi pomeriggio, come loro mi dicono di fare, mi picchieranno?
Se torno a casa dopo le 6 avro’ altri lividi neri sul mio corpo?
Perche’ devo farli tutti io i lavori di casa? Se non avessi ubbidito avrei subito altre punizioni?
Perche’ sono privata della liberta’ di giocare e divertirmi con i miei amici? Perche’?
“ Forse, se avessi avuto i miei genitori vicino, sarei cresciuta senza subire le sofferenze che ho dovuto patire”.
Le ferite fisiche guariscono facilmente, sono i dolori del cuore i piu’ difficili ad andare via. Per queso ho pensato, se un giorno fossi stata mamma sarei stata vicina vicina ai miei bimbi per farli crescere bene.
I miei genitori partirono per la Malesia quando io avevo 6 anni. Diventarono OFWs ( overseas filipino workers, i cosiddetti migranti ) per sostenere la loro famiglia. Siamo 5 figli, io la piu’ piccola e nessuno dei miei fratelli ha finito la scuola.
Cosi’ anche se i miei genitori hanno avuto la possibilita’ di emigrare, non hanno avuto fortuna. Mia madre e’ sarta, mio padre barbiere e nonostante il lavoro duro e la determinazione, non sono stati capaci di supportare la loro permanenza li’ ne’ tantomeno pagare la scuola per i miei fratelli.
Cosi’ sono cresciuta… imparando ad aiutare me stessa.
Ho lavorato come commessa, cameriera, donna di servizio, cassiera, baby sitter e cantante in un gruppo.
I miei genitori tornarono a casa quando io avevo 19 anni.
Forse, a causa del troppo tempo speso lontani, non accettavano quasi niente di me. C’erano tante differenze tra noi. Le nostri menti non si incontravano. Alla fine della mia adolescenza ho deciso di sposarmi e “riposare”. Non essere piu’ all’ombra dei miei genitori.
Io e mio marito abbiamo avuto due figli. Ma un’altra fase difficile arrivava.
Il nostro stipendio non e’ mai bastato per vivere, cosi’ tra una domanda di lavoro e l`altra abbiamo sempre pensato a come risolvere i nostri problemi.
Tempo fa decidemmo di aprire un nostro business ma le cose non andarono come speravamo, forse a causa dell’inesperienza, fallimmo.
Adesso ho deciso di diventare un OFW, sperando di poter aiutare la mia famiglia con uno stipendio regolare.
Prima di prendere questa triste decisione ho riflettuto molto, conoscendo bene la reazione dei miei bimbi quando andro’ via e, come una madre “senza scelta”, li` lascero’ soli, con il cuoricino pesante.
Siamo chiamati a soffrire per una sola ragione: siamo Esseri Umani . Tutti gli uomini e le donne soffrono.
Ognuno di noi porta con se’ un fardello, diverso perche’ diversi siamo gli uni dagli altri, ma e’ pur sempre un peso.
Una persona puo’ essere forte o debole, ma e’ nei momenti peggiori che la forza e la determinazione vengono fuori.
Con il coraggio sollevi e porti la croce, con la codardia la trascini, e’ questo che fa la differenza nel mondo.
Roselle Datuin e’ in HongKong…
Lavoro: collaboratrice domestica
Per chiunque di voi volesse scriverle per farle un po’ di compagnia, questo e’ il suo indirizzo mail: ilyinch@yahoo.com
Leggendo tra le righe si puo’ scoprire come la scelta della migrazione sia a volte dura e dolorosa.
Roselle e’ stata ospite dello Scalabrinian Center People on the Move, arrivata qui, come gli altri 128 residenti, dalla provincia con l’intento di trovare il tanto desiderato impiego all’estero.
Nata a Zamboanga City 27 anni fa, ha aspettato circa 5 mesi nel centro prima di lasciare il Paese.
Vi prego di leggere questa breve lettera che lei, tanto gentilmente a scritto per voi, nella speranza che tutti gli Uonimi della terra, un giorno, possano avere il diritto di “ scegliere”.
La vita e’ difficile perche’ pesante.
Noi tutti portiamo un carico e a volte le nostre forze non ce la fanno a tenerlo su.
Emettiamo sospiri, sappiamo che basterebbe qualcosina in piu’ per riuscire a portare questo peso, ce la mettiamo tutta, combattiamo.
Sebbene qualcuno vive, misericordiosamente, libero da intensi dolori, altri invece hanno sofferto di un dolore che difficilmente andra’ via.
“Una colpa soffocante, inguaribile, ricordi di un’infanzia”.
Gesu’ disse: “diventate miei discepoli, portate la vostra croce e seguitemi”
Quando ero piccola , delle domande erano sempre nella mia testa.
Se non dormo oggi pomeriggio, come loro mi dicono di fare, mi picchieranno?
Se torno a casa dopo le 6 avro’ altri lividi neri sul mio corpo?
Perche’ devo farli tutti io i lavori di casa? Se non avessi ubbidito avrei subito altre punizioni?
Perche’ sono privata della liberta’ di giocare e divertirmi con i miei amici? Perche’?
“ Forse, se avessi avuto i miei genitori vicino, sarei cresciuta senza subire le sofferenze che ho dovuto patire”.
Le ferite fisiche guariscono facilmente, sono i dolori del cuore i piu’ difficili ad andare via. Per queso ho pensato, se un giorno fossi stata mamma sarei stata vicina vicina ai miei bimbi per farli crescere bene.
I miei genitori partirono per la Malesia quando io avevo 6 anni. Diventarono OFWs ( overseas filipino workers, i cosiddetti migranti ) per sostenere la loro famiglia. Siamo 5 figli, io la piu’ piccola e nessuno dei miei fratelli ha finito la scuola.
Cosi’ anche se i miei genitori hanno avuto la possibilita’ di emigrare, non hanno avuto fortuna. Mia madre e’ sarta, mio padre barbiere e nonostante il lavoro duro e la determinazione, non sono stati capaci di supportare la loro permanenza li’ ne’ tantomeno pagare la scuola per i miei fratelli.
Cosi’ sono cresciuta… imparando ad aiutare me stessa.
Ho lavorato come commessa, cameriera, donna di servizio, cassiera, baby sitter e cantante in un gruppo.
I miei genitori tornarono a casa quando io avevo 19 anni.
Forse, a causa del troppo tempo speso lontani, non accettavano quasi niente di me. C’erano tante differenze tra noi. Le nostri menti non si incontravano. Alla fine della mia adolescenza ho deciso di sposarmi e “riposare”. Non essere piu’ all’ombra dei miei genitori.
Io e mio marito abbiamo avuto due figli. Ma un’altra fase difficile arrivava.
Il nostro stipendio non e’ mai bastato per vivere, cosi’ tra una domanda di lavoro e l`altra abbiamo sempre pensato a come risolvere i nostri problemi.
Tempo fa decidemmo di aprire un nostro business ma le cose non andarono come speravamo, forse a causa dell’inesperienza, fallimmo.
Adesso ho deciso di diventare un OFW, sperando di poter aiutare la mia famiglia con uno stipendio regolare.
Prima di prendere questa triste decisione ho riflettuto molto, conoscendo bene la reazione dei miei bimbi quando andro’ via e, come una madre “senza scelta”, li` lascero’ soli, con il cuoricino pesante.
Siamo chiamati a soffrire per una sola ragione: siamo Esseri Umani . Tutti gli uomini e le donne soffrono.
Ognuno di noi porta con se’ un fardello, diverso perche’ diversi siamo gli uni dagli altri, ma e’ pur sempre un peso.
Una persona puo’ essere forte o debole, ma e’ nei momenti peggiori che la forza e la determinazione vengono fuori.
Con il coraggio sollevi e porti la croce, con la codardia la trascini, e’ questo che fa la differenza nel mondo.
Roselle Datuin e’ in HongKong…
Lavoro: collaboratrice domestica
Per chiunque di voi volesse scriverle per farle un po’ di compagnia, questo e’ il suo indirizzo mail: ilyinch@yahoo.com
martedì 16 ottobre 2007
ce l'ho fatta
ciao a tutti!!! ce l'ho fatta..anch'io ora faccio parte del web..meglio tardi che mai!!!abbraccio tutti, vicini e lontani, in viaggio da ora e in viaggio da sempre!!!besos
tania
tania
Cape Town comunica, news da Sabina: Hi everybody!!!
Buona sera da Woodstock! Eccomi qua come promesso!!! Innanzitutto chiedo, ancora una volta, scusa per ilmio silenzio prolungato di questi tre mesi (la vita alla Lawrence House è talmenteintensa da non trovare il tempo per scrivere). Silenzio dovuto, principalmente,dal fatto che, nel momento stesso in cui ho appoggiato i miei piedi ed ho toccatocon mano questa terra, non realizzavo quanto mi stesse accadendo e se veramentefossi in Sud Africa... L'impatto con questa terra è stato forte perchè non eral'Africa che mi aspettavo. Dal momento del mio arrivo e fino ad ora i miei occhinon fanno altro che scrutare, osservare i tanti volti di questo continente; uncontinente, direi, fatto di contrasti spesso estremi. Il primo impatto l'ho avuto dall'uscita dall'aeroporto... percorrendo la stradache dall'aeroporto porta a Woodstock i miei occhi non hanno fatto altro cheincrociare, sia a destra che a sinstra, uno scenario che mi ha lasciato alquantosterefatta.... le township (baraccopoli dove gli alloggi e i servizi di base sonodel tutto inadeguati) dove migliaia di persone vivono accatastate, prive di tutto,minacciate dall'aids, dalla criminalità, dalla violenza inaudita fino ad arrivaread un degrado non solo sociale ma principalmente morale. .... Giunta a Woodstock, a pochi chilometri da Cape Town, eccomi di fronte adun'altra realtà... case colorate con tetti bassi, finestre sbarrate, portebarricate; vederla dall'alto di Cape Town appare come in "Alice il paese dellemeraviglie" ma una volta catapultata il scenario muta. Qualcuno afferma cheWoodstock è uno dei quartieri più pericolosi dove circola molta droga e lacriminalità divampa a vista d'occhio e pertanto è consigliabile non uscire dopo le17.30..... la Lawrence House è ubicata proprio qui. Appena ho varcato la soglia di casa mi sono sentita come una particella elementareche vaga senza meta nel cosmo.... sono stata investita da un vortice di abbracci,di sguardi, di sorrisi ammalianti di 19 bambini.... ho avuto la sensazione di nonessere mai arrivata, ma di essere qui da sempre.... i miei cinque sensi erano esono di proprietà di questa casa..... sono entrata in punta di piedi osservando,nel primo periodo, il funzionamento e la gestione della casa..... Partecipare comevolontaria in una struttura come la Lawrence House non significa passare tutto iltempo a lavorare intensamente ( le luci dei riflettori si accendono alle 06.00 esi spengono alle 23.00), anzi si rivela come un'occasione unica per capire,apprezzare ed apprendere le diversità tra le persone... ho rimosso il vizio divedere le cose alla maniera occidentale, quel malcostume di sviscerare i fatti inmaniera obiettiva, sezionando tutto. In Sud Africa si impara a convivere con ledomande. Si accetta quello che non si può comprendere e, nel corso del tempo, si diventa piùponderati, forse persino comprensivi nei giudizi verso questo continente.Innanzitutto nel confronto con persone di altri paesi si scopre la ricchezza e ilfascino di culture diverse dalla propria che ci permette di allargare le nostreconoscenze e stimolare la nostra curiosità. Fino ad un mese fa ho offerto il mio servizio al progetto "Refugee Service" cheprevede una prima assistenza materiale (è un sevizio aperto ogni mercoledì dalle8.30 alle 13.30 e viene distribuito del cibo e dei vestiti) ai rifugiati chearrivano a Cape Town ed è stata occasione per confrontarmi con loro, percomprendere e dare ascolto alla loro triste realtà.... Nel corso di questi mesi ho imparato a fare quello che non sapevo fare, ho cercatodi instaurare con i bimbi un rapporto di estrema fiducia reciproca e loro hannoimparato a fidarsi di quello potevo fare.... all'inizio dovevamo conoscerci eimparare a fidarci ben consapevoli che ognuno di noi ha il suo ricco patrimonio dilimiti e virtù... La vita nella Lawrence House scorre velocemente... alzata alle 06.00 e in un lampoè già sera... le giornate sono intense... c'è un via vai di volontari esterni cheaiutano i bambini a fare i compiti.... durante la settimana alcuni bambini sonoimpegnati in attività diverse.... sei bombardata dalle mille richieste e fai ditutto per dividerti in mille parti per far fronte alle loro richieste oproblemi.... e quando il sole cala ed è ora di andare a letto.... è questo ilmomento che adoro perchè mi sento come il loro angelo custode... ascolto i lorobisogni, le loro confidenze ecc.... Non è semplice mettersi completamente al "servizio" di chi ha bisogno; occorronospirito di sacrificio, molta pazienza e capacità di adeguamento di fronte allesituazioni difficili e tristi. Sto vivendo un esperienza ricca di potenzialità..... non posso che ringraziareEnrica per aver permesso che tutto ciò accadesse. Grazie di cuore per avermipermesso di far parte della grande famiglia della Lawrence House.
mercoledì 10 ottobre 2007
Di ritorno dal MIM
Carissimi tutti,
eccomi dopo il ritorno dal MIM a dare nuovamente mie notizie.
Mi fa piacere vedere che questo blog ci sta tenendo uniti ed è diventato un mezzo transoceanico. Vi lancio però la sfida di ampliarlo il più possibile anche agli altri volontari!!
Lucia ha già anticipato la ricchezza dell'esperienza del meeting e posso confermare che è stato davvero un momento importante in cui siamo riusciti a dare visibilità alla ASCS e al settore del volontariato, abbiamo trasmesso un messaggio positivo ma soprattutto quanto siamo riusciti a costruire con poche risorse ma con tanta energia e determinazione. Ora la strada si è aperta davanti a noi e ci aspetta ancora molto lavoro, ma insieme ci riusciremo.
Come vi ho sempre detto l'ASCS è soprattuto quanto insieme a tutti voi riusciamo a costruire e quanto ciascuno di voi ci propone come sfida.
Oltre al momento formativo e di condivisione di sabato e domenica è stato importante per me anche partecipare a tutto il MIM ed ascoltare le varie relazioni in tema di migrazioni internazionali. Ha sicuramente contribuito a darmi gli strumenti per poter progettare nuove idee e prospettive e cercare insieme a tutti voi di trasformare la teoria in prassi.
Vi allego il link del MIM dove potrete trovare le schede di approfondimento su quanto dibattuto.
http://www.meetingloreto.it/2007/index.htm
Un nuovo anno sociale è iniziato, il 27 partirà il nuovo corso di volontariato, ci si rimette in viaggio. Anche per i rientrati mi auguro sia un anno di svolta. Condivido con voi anche la bella notizia che Tania è stata riconfermata nel suo incarico.
Grazie per la vostra presenza e collaborazione.
Nel mio cervello già friggono un sacco di idee....a presto!!!
Un abbraccio
Enrica
eccomi dopo il ritorno dal MIM a dare nuovamente mie notizie.
Mi fa piacere vedere che questo blog ci sta tenendo uniti ed è diventato un mezzo transoceanico. Vi lancio però la sfida di ampliarlo il più possibile anche agli altri volontari!!
Lucia ha già anticipato la ricchezza dell'esperienza del meeting e posso confermare che è stato davvero un momento importante in cui siamo riusciti a dare visibilità alla ASCS e al settore del volontariato, abbiamo trasmesso un messaggio positivo ma soprattutto quanto siamo riusciti a costruire con poche risorse ma con tanta energia e determinazione. Ora la strada si è aperta davanti a noi e ci aspetta ancora molto lavoro, ma insieme ci riusciremo.
Come vi ho sempre detto l'ASCS è soprattuto quanto insieme a tutti voi riusciamo a costruire e quanto ciascuno di voi ci propone come sfida.
Oltre al momento formativo e di condivisione di sabato e domenica è stato importante per me anche partecipare a tutto il MIM ed ascoltare le varie relazioni in tema di migrazioni internazionali. Ha sicuramente contribuito a darmi gli strumenti per poter progettare nuove idee e prospettive e cercare insieme a tutti voi di trasformare la teoria in prassi.
Vi allego il link del MIM dove potrete trovare le schede di approfondimento su quanto dibattuto.
http://www.meetingloreto.it/2007/index.htm
Un nuovo anno sociale è iniziato, il 27 partirà il nuovo corso di volontariato, ci si rimette in viaggio. Anche per i rientrati mi auguro sia un anno di svolta. Condivido con voi anche la bella notizia che Tania è stata riconfermata nel suo incarico.
Grazie per la vostra presenza e collaborazione.
Nel mio cervello già friggono un sacco di idee....a presto!!!
Un abbraccio
Enrica
lunedì 8 ottobre 2007
venerdì 5 ottobre 2007
MIM!!

Ciao ragazzi!!
Eccomi qua....dopo il bellissimo MIM a raccontarvi un pò di cose...Allor, innanzitutto il MIM è stata una occasione molto importante per fare conoscere e capire meglio alla congregazione scalabriniana il ruolo e le attività di noi volontari. E'stato occasione anche tra di noi di confronto....soprattutto la domenica mattina quando ci siamo trovati a cercare di scrivere la carta del volontario. A questo proposito invito tutti voi, in giro x il mondo....a cercare di dare una risposta alle famose domande che ci aveva posto Edgar Serrano in maniera che la carta che andremo a creare rispecchi le idee di tutti noi.....
Ora passiamo alle cose interessanti.....di notte non ci sono stati grandi spostamenti.....Francesco dormiva con Lele (dopo Cucuta non sono più gli stessi....ah Leoooooo) e noi ragazze dormivamo assieme....insomma....nulla di interessante..... Le serate le abbiamo passate a sbevazzare e gironzolare di qua e di là....A parte gli scherzi, è stato bellissimo condividere un pò di tempo assieme e per me personalmente il MIM è stato un momento di condivisione delle esperienze, delle gioie, dei sogni che ognuno di noi aveva.....è stato magico....veramente!!
Vi allego una nostra foto....forse se fate i bravi ve ne allegherò altre.....
Besos a todos de Lucia
Eccomi qua....dopo il bellissimo MIM a raccontarvi un pò di cose...Allor, innanzitutto il MIM è stata una occasione molto importante per fare conoscere e capire meglio alla congregazione scalabriniana il ruolo e le attività di noi volontari. E'stato occasione anche tra di noi di confronto....soprattutto la domenica mattina quando ci siamo trovati a cercare di scrivere la carta del volontario. A questo proposito invito tutti voi, in giro x il mondo....a cercare di dare una risposta alle famose domande che ci aveva posto Edgar Serrano in maniera che la carta che andremo a creare rispecchi le idee di tutti noi.....
Ora passiamo alle cose interessanti.....di notte non ci sono stati grandi spostamenti.....Francesco dormiva con Lele (dopo Cucuta non sono più gli stessi....ah Leoooooo) e noi ragazze dormivamo assieme....insomma....nulla di interessante..... Le serate le abbiamo passate a sbevazzare e gironzolare di qua e di là....A parte gli scherzi, è stato bellissimo condividere un pò di tempo assieme e per me personalmente il MIM è stato un momento di condivisione delle esperienze, delle gioie, dei sogni che ognuno di noi aveva.....è stato magico....veramente!!
Vi allego una nostra foto....forse se fate i bravi ve ne allegherò altre.....
Besos a todos de Lucia
martedì 2 ottobre 2007
No Solo Chistes
Mision es partir, cambiar,
dejarlo todo,
salir de si' mismo, quebrar la capa del egoismo
que nos encierra en nuestro yo,
es parar de dar vuelta
alrededor de nosotros mismos
como si fueramos
el centro del mundo y de la vida,
e no dejarse enredar
en los problemas del pequeño
mundo al que pertenecemos;
la humanidad es mayor.
Mision es siempre partir,
pero no devorar kilometros,
y sobre todo
es abrirse a los otros,
como hermanos,
descubrirlos y amarlos,
Si para encontrarlos y amarlos
es necesario atraversar los mares
y volar
a los mas alto de los cielos,
entonces la mision es partir
hasta los confines del mundo.
dejarlo todo,
salir de si' mismo, quebrar la capa del egoismo
que nos encierra en nuestro yo,
es parar de dar vuelta
alrededor de nosotros mismos
como si fueramos
el centro del mundo y de la vida,
e no dejarse enredar
en los problemas del pequeño
mundo al que pertenecemos;
la humanidad es mayor.
Mision es siempre partir,
pero no devorar kilometros,
y sobre todo
es abrirse a los otros,
como hermanos,
descubrirlos y amarlos,
Si para encontrarlos y amarlos
es necesario atraversar los mares
y volar
a los mas alto de los cielos,
entonces la mision es partir
hasta los confines del mundo.
Iscriviti a:
Post (Atom)
